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SVIZZERA
26.05.2020 - 15:310
Aggiornamento : 17:56

Con le vacanze all'estero rischio il posto di lavoro?

È prevista una graduale riapertura delle frontiere. Ma cosa succede se in vacanza contraggo il coronavirus?

Ne abbiamo parlato con Nicolas Facincani, avvocato esperto di diritto del lavoro

Fonte 20 Minuten/Joel Probst
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

ZURIGO - Le vacanze all'estero? Potremo tornare a farle a partire dal prossimo 15 giugno, quando - se tutto andrà come previsto - riapriranno le frontiere con Germania, Austria e Francia. Per l'Italia si parla addirittura del 3 giugno, ma non è ancora chiaro se tale data sarà valida anche per le autorità elvetiche. Fatto sta che a partire dal prossimo mese l'estero sarà un po' più vicino, anche con il graduale aumento delle destinazioni servite dalla compagnia aerea Swiss.

E la voglia di viaggiare non manca.  Anche se l'Ufficio federale della sanità pubblica consiglia ancora di evitare viaggi non necessari, come si evince dal relativo sito: «In tutto il mondo vi è il rischio di contagio da nuovo coronavirus».

Ai datori di lavoro non fa piacere se un dipendente contrae il virus durante un viaggio all'estero. Lo scorso marzo la Ems-Chemie aveva tra l'altro vietato ai collaboratori le vacanze in regioni particolarmente colpite dal virus. Ed era anche stato introdotto l'obbligo (nel frattempo revocato) di informare l'azienda sulla destinazione scelta per le ferie.

In casi estremi, il datore di lavoro potrebbe addirittura sospendere il versamento dello stipendio se il dipendente contrae il virus per colpa sua. Ne abbiamo parlato con Nicolas Facincani, avvocato esperto di diritto del lavoro.

Il datore di lavoro mi può vietare le vacanze all'estero?
«No, è qualcosa che non riguarda il datore di lavoro. Non può intervenire sul tempo libero dei collaboratori».

E per quanto riguarda viaggi in zone particolarmente colpite dal virus?
«Anche in questo caso non vedo nessuna possibilità di vietare dei viaggi».

Il datore di lavoro può pretendere di sapere dove andrò in vacanza?
«Anche questo non è consentito».

Come posso difendermi da richieste non ammesse da parte del datore di lavoro?
«Semplicemente non fornendo informazioni sulla destinazione scelta per le vacanze oppure indicando una località sbagliata. Se per questo motivo il dipendente viene licenziato, si tratterebbe di un abuso e si potrebbe avanzare una richiesta di risarcimento».

E cosa succede se all'estero mi ammalo di Covid-19?
«Se si visita una zona a rischio e si contrae il virus, il dipendente rischia di essere considerato come responsabile della malattia. E il datore di lavoro potrebbe rifiutarsi di versargli lo stipendio».

Il dipendente continua a ricevere lo stipendio, se dopo le vacanze è malato e deve stare in quarantena?
«Sì, il collaboratore va trattato come qualsiasi malato. Pertanto lo stipendio andrebbe versato, con riserva per possibile negligenza».

Per stare in quarantena devo usare i miei giorni di vacanza?
«No, non è necessario».

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