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SVIZZERAQuando gli apprendisti sono costretti a portare il caffè

17.02.20 - 06:00
Ai giovani in formazione vengono spesso affidati compiti non previsti nella loro funzione. I sindacati chiedono più controlli
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SVIZZERA
17.02.20 - 06:00
Quando gli apprendisti sono costretti a portare il caffè
Ai giovani in formazione vengono spesso affidati compiti non previsti nella loro funzione. I sindacati chiedono più controlli

ZURIGO - In ogni lavoro si comincia facendo la gavetta. Lo sanno bene gli apprendisti che si affacciano per la prima volta sul mondo del lavoro. E che spesso si ritrovano a eseguire compiti non previsti per la loro posizione. Lo conferma un recente studio dell’Istituto universitario federale per la formazione professionale: gli apprendisti «vengono sempre più spesso impiegati per attività produttive normalmente svolte da personale non qualificato».

Una situazione su cui gli esperti mettono in guardia: «È una direzione in cui non bisogna andare, in quanto gli apprendisti vanno formati per il loro futuro ruolo». Certo, può capitare di dover portare un caffè a qualcuno. «Ma certi compiti - sottolinea Kathrin Ziltener, segretaria nazionale dei Giovani Unia - devono essere proporzionati al resto del lavoro». E il sindacato, che è regolarmente confrontato con segnalazioni del genere, chiede più controlli da parte degli ispettori cantonali. «Alle aziende che trattano così i loro apprendisti andrebbe tolta l’autorizzazione a formare».

La vedono diversamente le divisioni della formazione professionale: un’intensificazione dei controlli non sarebbe necessaria. Sandra Kilchmann del Canton Lucerna afferma, inoltre, che nella maggior parte dei casi si trova una soluzione che soddisfa tutte le parti interessate. Anche l’Unione svizzera degli imprenditori si dice contrario alla richiesta dell’Unia, che viene definita come eccessiva: le attuali leggi sarebbero sufficienti per punire gli abusi.

Dalla pulizia dei gabinetti agli acquisti per la moglie del capo
Una piccola impresa l’aveva assunta come apprendista di commercio. Ma il suo compito era quello di portare il caffè alle riunioni con i clienti. Riunioni alle quali poi non poteva partecipare. «È il caso di una ragazza che in questo modo non ha imparato nulla sui rapporti con la clientela» racconta Kathrin Ziltener, segretaria nazionale dei Giovani Unia, fornendo anche altri esempi. Tra questi quello di un apprendista a cui veniva chiesto di fissare gli appuntamenti dal medico e prenotare le vacanze per il suo formatore. E non solo: doveva anche fare gli acquisti per la moglie del capo. Una droghiera in formazione aveva invece segnalato al sindacato di essere responsabile della pulizia quotidiana delle toilette aziendali. «Certo, a volte anche gli apprendisti possono svolgere certi incarichi» afferma Ziltener. «Ma non con questa frequenza». Poi c’è l’esperienza di un apprendista venditore, che ogni giorno doveva portare lo spuntino e il pranzo ai colleghi di lavoro: «Se tocca sempre al giovane in formazione, si tratta di una molestia». E infine il caso di un apprendista di commercio che ha dovuto tinteggiare il locale pausa.

Ecco il quadro legale
Gli apprendisti devono svolgere soltanto gli incarichi che corrispondono al loro profilo professionale. Ma questo non significa che dei compiti supplementari siano completamente vietati. È quanto afferma Roger Rudolph, esperto di diritto del lavoro, che sottolinea: «È una questione di quantità». Portare fuori il sacco dei rifiuti o effettuare un acquisto? Se avviene una volta alla settimana, tali incarichi possono ancora rientrare tra le richieste di un datore di lavoro. «Ma sarebbe eccessivo dover svolgere questi compiti quotidianamente». Gli incarichi in questione si potrebbero allora rifiutare dopo uno scritto d’avvertimento. Ed è anche possibile coinvolgere il competente ufficio per la formazione professionale.



COMMENTI
 
lo spiaggiato 2 anni fa su tio
E all'apprendista alla fine non resta che prendersi la soddisfazione di sputare nel caffè del capo... :-)))))
F.Netri 2 anni fa su tio
Il caffè, dovremmo farcelo portare dal "giornalista"
Littletiger 2 anni fa su tio
Mi chiedo se la maggior parte delle persone che hanno commentato l'articolo lo hanno effettivamente letto. Non si sta parlando di apprendisti che ogni tanto svolgono compiti come pulire o portare il caffè, bensì di apprendisti che fanno quasi esclusivamente quello, quindi non imparando un ciufolo del mestiere per il quale sono apprendisti. Oltre a questo ci tengo a far notare che se qualcosa succedeva "ai miei tempi" non voul dire in alcun modo che quella sia una cosa buona.
Arciere 2 anni fa su tio
Sono in disaccordo con la maggioranza qui. Umiltà non significa pulire i cessi e fare da maggiordomo a padroni cafoni e prepotenti. Per i cessi ci sono le donne delle pulizie, che hanno accettato tale mansione. Il caffè puoi anche fartelo da solo, come un grande. Idem gli appuntamenti dal medico e la spesa per la moglie. La dignità dell'apprendista e il suo ruolo nell'azienda vanno rispettati, l'apprendista non è un cagnolino per grossi cafoni frustrati che godono a umiliare in cambio di qualche centinaia di franchi al mese, e tocca ai sindacati e alle autorità di sorveglianza definire o ridefinire le regole del gioco. .
Zico 2 anni fa su tio
la cosa è semplice: il direttore non è pagato per fare il caffè, idem il vicedirettore,idem l'impiegato, idem l'apprendista. aboliamo il caffè e facciamola finita. tutti hanno preparato il caffè: a me lo preparava il mio ex direttore di banca. e allora? sono vivo e vegeto e se lopreparavo per il miei colleghi lo facevo con piacere.
Bayron 2 anni fa su tio
E allora non vedo problemi!!
Canis Majoris 2 anni fa su tio
Si chiama gavetta! Aiuta ad imparare umiltà visto che certi genitori trattano i figli da amici e non da genitori
Mattiatr 2 anni fa su tio
Io ho passato intere settimane chiuso in uno stanzino a stampare piani, perché quella è una mansione da apprendista. Fino a prova contraria un impiegato pienamente produttivo è sprecato in determinate mansioni. Ci sono però due tipi di persone, quelli che si impegnano pure in quella mansione perché hanno passione per la professione, e chi piange sui giornali.
francox 2 anni fa su tio
Il bocia fa il caffè, da sempre. Oltre ad imparare il mestiere, impara un minimo di umiltà, oggi estinta.
Mattiatr 2 anni fa su tio
Questo lo fanno pure nel mio attuale ufficio in CH DE. Non sono attività che a me piacerebbe fare, ma il capo come filosofia formativa ha scelto di adottare quella. Inoltre danno sostegno al segretariato rispondendo a chiamate di clienti e indirizzandole ai vari ingegneri. Questo invece trovo sia molto utile perché imparano a combattere la timidezza e ad avere contatti con i committenti.
Tarok 2 anni fa su tio
il caffè? me lo faccio da solo, ora che l apprendista accende il cervello e capisce come inserire la capsula. mai più apprendisti
Atez 2 anni fa su tio
Ho iniziato il mio apprendistato nel 1997 in una fiduciaria nel Luganese e il mio compito, oltre a quello di ricopiare sulla carta carbone con la macchina da scrivere le dichiarazioni fiscali, era quello di andare a fare la spesa al mercato il venerdì per la segretaria, acquistare i cartoni di carta alla migros e fare avanti e indietro varie volte, oltre ovviamente a fare il caffè a tutto lo staff e le pulizie in ufficio con aspirapolvere e cambi cestini. Questo non perché non si fidassero di me, andavo in posta a fare i pagamenti e in banca a fare i prelievi. Era umiliante. Piangevo tutte le mattine e i mezzogiorno quando dovevo rientrare dal pranzo. Me ne sono andata dopo un anno ed è stata la decisione migliore della mia vita.
Maxy70 2 anni fa su tio
Preparare quei tre caffe con la macchinetta Nespresso mentre ci si organizza é una cortesia per iniziare bene la giornata lavorativa. Trattare l'apprendista come una cameriera é un abuso. Correttezza e buon senso, troppo difficile?
Esse 2 anni fa su tio
Mi metto a ridere mi vien da piangere e viceversa
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