Keystone
I donatori sono quasi 80.000.
SVIZZERA
30.01.2020 - 06:210
Aggiornamento : 07:19

Più donne disposte a donare: «Sono impegnate socialmente»

Nel registro svizzero la presenza femminile è maggiore. Il Ceo di Swisstransplant: «Tendenza europea. E sull'età: spesso gli anziani hanno paura»

di Redazione
Lena Stadler/ADN

BERNA - La donazione di organi è un tema caldo e negli ultimi mesi è finita spesso al centro del dibattito politico. Nel marzo del 2019, gli attivisti - per aumentare il numero dei donatori - hanno lanciato l'iniziativa popolare "Favorire la donazione di organi e salvare vite umane". Il Consiglio federale, da parte sua, ha deciso di proporre un controprogetto diretto. E sempre lo scorso anno quasi 80'000 persone hanno deciso d'iscriversi al registro svizzero. Spulciandolo, però, appare un dato molto curioso. Ovvero una maggior presenza di donne (58%) rispetto agli uomini. «È una tendenza europea», conferma Franz Immer, cardiochirurgo e Ceo di Swisstransplant a 20 Minuten. «Tuttavia non si può dedurre automaticamente che gli uomini siano meno disposti a donare. Tra i militi che frequentano la scuola reclute l'adesione è ad esempio molto alta».

Ma perché c'è questa disparità di genere e soprattutto per quale motivo le donne sembrano più disposte a donare? Una possibile spiegazione la fornisce il professore di etica biomedica all'Uni di Zurigo Nikola Biller-Andorno. «Le donne spesso sono più impegnate socialmente». L'esperto poi suggerisce che in gioco potrebbe entrare anche il loro lato materno. «Gli uomini probabilmente non attribuiscono troppa importanza a iscriversi a un registro. Le donne, da questo punto di vista, sono molto più determinate e lungimiranti».

Organi senza genere - Il genere del donatore di organi non gioca un ruolo centrale per il ricevente. In pratica un uomo può ricevere il fegato da una donna e viceversa. Unica eccezione è il cuore. «Su questo genere di trapianti siamo un po' riluttanti, perché il cuore femminile è solitamente meno potente di quello maschile. Tuttavia i criteri più importanti sono l'urgenza, le necessità mediche e i tempi d'attesa del paziente», precisa ancora Immer.

Se le donne sono più disposte a iscriversi al registro, la maggior parte degli organi trapiantati è però maschile: «Il 60% dei donatori sono uomini e la loro età si attesta sui 57 anni. Essi infatti muoiono più spesso in terapia intensiva a causa di un infarto o di un'emorragia cerebrale». Passando dall'altra parte della barricata, anche i riceventi sono in maggioranza di sesso maschile. 

Per quanto riguarda l'età, invece, spesso le persone anziane non sono disposte a donare i propri organi perché li ritengono "in cattivo stato". «Ma questa è una convinzione spesso sbagliata», precisa Biller-Adorno. «Il fegato ad esempio può rigenerarsi e vivere fino a 200 anni. Nel 2019 il donatore più anziano aveva 85 anni».

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