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23.01.2020 - 18:520

«L'accordo di Parigi? Questione di sopravvivenza»

Dal palco del WEF Angela Merkel ha parlato di cambiamento climatico: «L'impazienza dei giovani è costruttiva. È la nostra generazione che deve agire»

di Redazione
ats

DAVOS - Donald Trump aveva dato il via agli 'special address' dei leader politici al Forum economico mondiale con toni infuocati e altamente elettorali. Angela Merkel chiude col segno opposto.

La cancelliera tedesca, con una narrazione opposta, pacata e più complessa, ha dedicato gran parte del suo intervento al cambiamento climatico, che Trump aveva liquidato sbrigativamente. Tendendo la mano alla rabbia dei giovani sul clima rappresentata a Davos da Greta. Rivendicando il multilateralismo e il successo del 'soft power' della conferenza di Berlino sulla Libia.

L'accordo di Parigi per frenare il riscaldamento globale «potrebbe essere una questione di sopravvivenza per l'intero continente», avverte la cancelliera a una Congress Hall abbastanza affollata, anche se senza la ressa che aveva accolto Trump due giorni fa. E da lì in poi, la leader tedesca dice tutto il contrario di Trump, che aveva descritto come «profeti di sventura» Greta e i numerosi attivisti per il clima a Davos, limitandosi ad aderire al piano per piantare un miliardo di alberi dopo aver silurato l'accordo di Parigi.

«L'impazienza dei giovani va colta positivamente come qualcosa di costruttivo. Ho 65 anni, ma è ovvio che loro hanno tutto un altro orizzonte di vita, perciò siamo chiamati ad agire». Un gap intergenerazionale da risolvere con il dialogo, è l'invito della cancelliera, che stride con l'esaltazione muscolare della "potenza della macchina del business americana tornata a vincere" di Trump.

Poco lo spazio dedicato dalla Merkel al tema dei dazi e della digital tax che ha occupato numerosi colloqui a Davos: salvo quando la cancelliera (oggi impegnata in una telefonata col il presidente cinese Xi Jinping) ha rivendicato l'approccio "multilaterale". Un'assenza, quella del tema dal suo discorso, che tocca anche un tema delicato per la Germania: tutti sanno che nel mirino di Trump c'è il maxi-surplus commerciale europeo, che è in buona parte tedesco. Figura, invece, il 'green new deal' europeo, rivendicato anche dal commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni come un motore formidabile su cui l'Europa punta sulla crescita: «Se chiedessi a mia moglie cos'è l'Ue, sono certo che lo sa, ma per lei oggi è rappresentata dal green new deal».

Sullo sfondo del discorso della cancelliera, le "trasformazioni di gigantesche proporzioni" che attendono l'Europa, in cui «il modo di fare economia e il modo di vivere cui ci siamo abituati nell'area industriale dovrà essere abbandonato». Ma anche la vocazione geopolitica mai realizzata dell'Europa: Merkel, forte della successo diplomatico della conferenza di Berlino, invita a giocare un ruolo in Libia per non cadere nella stessa "trappola di una guerra per procura" vista in Siria. E non rischiare una nuova catastrofe di rifugiati.

Commenti
 
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Nmemo 7 mesi fa su tio
La cancelliera è in fine corsa. In Patria non è già più "profeta".
Bayron 7 mesi fa su tio
Questo è isterismo climatico
Canis Majoris 7 mesi fa su tio
Non sarà il clima a fermare il mondo, ma fermerà la razza umana... beh, poco male, senza noi il mondo andrà avanti benissimo
bimbogimbo 7 mesi fa su tio
@Canis Majoris Bravo... condivido in pieno. Ma questi giullari invasati del clima, non lo dicono mai con parole giuste. Non stiamo salvando il pianeta, ma si illudono solo di salvare la razza umana. Come tutte le razze, spariremo... e il pianeta continuerà a vivere per tantissimi anni.
ciapp 7 mesi fa su tio
non sarà il clima a fermare il mondo ! ma piuttosto un qualche virus ( vedi nuovo virus cinese )
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