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SVIZZERA
22.01.2020 - 14:160

Aspirazioni professionali più variegate per i giovani svizzeri

Nonostante l'era digitale i ragazzi continuano a scegliere principalmente professioni affermate

di Redazione
ats

BERNA - Le aspirazioni professionali dei giovani svizzeri sono più variate rispetto a quelle dei loro coetanei di altri Paesi industrializzati. Lo sostiene uno studio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), aggiungendo che tra i fattori vi è l'impegno delle scuole nel favorire contatti precoci tra studenti e mondo del lavoro.

Secondo uno studio Pisa, pubblicato ieri, nonostante l'era digitale i giovani continuano a scegliere principalmente professioni affermate. L'indagine è stata condotta su studenti e studentesse di 15 anni provenienti da 36 Paesi, ai quali è stato chiesto quale professione si aspettavano di avere una volta raggiunti i 30 anni: il 47% dei ragazzi e il 53% delle ragazze hanno scelto una delle dieci professioni più gettonate: ad esempio insegnanti, dottori, avvocati, manager d'azienda, architetti e poliziotti.

I risultati dello studio, effettuato sui ragazzi nel 2018, è stato accostato alle risposte date nel 2000 dagli allora 15enni. Le differenze, spiega l'OCSE, sono di pochi punti percentuali per quanto riguarda i dieci impieghi maggiori citati dai giovani. Tra le ragazze, design, polizia e architettura hanno preso il posto di scrittura/giornalismo, segretariato e parrucchiera nella "top-10". Tra gli uomini invece nello spazio di 18 anni non si sono registrati cambiamenti, se non a livello di percentuali.

In Svizzera, il 49% delle 15enni del 2018 si aspetta di lavorare in uno di questi 10 ambiti a 30 anni, mentre nel 2000 la quota era del 50%. Tra i ragazzi, invece la percentuale si attesta solo al 38% (41% nel 2000).

Lo studio raccomanda ai governi e ai datori di lavoro di fornire agli studenti un quadro completo del mondo del lavoro il più presto possibile per favorire la loro introduzione. Tra gli aspetti citati dall'OCSE figurano tirocini, contatti, consulenza professionale e partecipazioni a fiere del lavoro. L'organizzazione stima che il 39% dei posti di lavoro da sogno menzionati sono soggetti al rischio di scomparire nei prossimi 10-15 anni a causa dell'automazione.

Svizzera leader anche nella gestione di talenti - La Svizzera rimane al vertice mondiale nella gestione dei talenti. È quanto emerge da uno studio su 125 Paesi effettuato dalla società di selezione del personale Adecco in occasione del Forum economico mondiale (WEF) di Davos.

Nella classifica del Global Talent Competitiveness Index (GTCI), la Svizzera si piazza per il settimo anno consecutivo al primo posto, si legge in un comunicato odierno di Adecco. Gli Usa salgono dal terzo al secondo posto, scalzando Singapore (ora terzo).

Lo studio individua le tre principali ragioni della leadership elvetica: in primo luogo l'elevata qualità di vita, che consente di mantenere nel Paese lavoratori qualificati. In secondo luogo, il sistema duale di formazione professionale - apprendistato e studio - che garantisce buone opportunità di formazione e perfezionamento, e in terzo luogo, un buon quadro giuridico ed economico.

Tuttavia, i risultati per la Svizzera sono piuttosto contrastanti per quanto riguarda l'integrazione sociale delle minoranze. Su questo punto, la Svizzera esce ridimensionata nel confronto internazionale (16esimo posto).

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