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Il fondatore del WEF Klaus Schwab ha parlato oggi durante la conferenza stampa di Cologny.
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14.01.2020 - 17:450
Aggiornamento : 15.01.2020 - 08:33

USA e Iran, nessun incontro al WEF

Dopo il ritiro del ministro degli esteri iraniano, la crisi tra Washington e Teheran avrà solo un ruolo marginale a Davos. Il fondatore: «I temi caldi sono sostenibilità e tutela dell'ambiente»

di Redazione
ats

DAVOS - Dopo il ritiro del ministro degli esteri iraniano, la crisi politica tra Washington e Teheran avrà probabilmente solo un ruolo di secondo piano al 50esimo Forum economico mondiale (WEF), che si svolge ufficialmente dal 21 al 24 gennaio a Davos (GR). Presentando il programma con una conferenza stampa oggi a Cologny (GE), il fondatore del WEF, Klaus Schwab, ha comunque sottolineato che vuole indirizzare l'evento sulla sostenibilità e sulla tutela dell'ambiente.

A lungo si era ipotizzato che il WEF di quest'anno a Davos potesse portare a un incontro tra il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e il presidente statunitense Donald Trump. Però l'elenco ufficiale dei partecipanti presentato oggi mostra che l'alto esponente di Teheran ha cancellato la sua presenza dopo l'uccisione del generale Qassem Soleimani da parte degli USA.

Trump arriverà invece nella località grigionese con una delegazione di indirizzo fortemente economico e quattro ministri: quello al commercio Wilbur Ross, delle finanze Steven Mnuchin, dei trasporti Elaine Chao e del lavoro Eugene Scalia. Oltre a loro ci sarà l'incaricato del governo USA per il commercio Robert Lightizer. Il presidente americano, già presente a Davos nel 2018, sarà anche accompagnato dalla figlia Ivanka e dal genero Jared Kushner.

Sulla lista dei partecipanti figura un altro ex pezzo da novanta della politica a stelle e strisce: l'ex vice-presidente (1993-2001) Albert Arnold "Al" Gore Jr., che da parecchio tempo si impegna per la tutela ambientale.

Ma in questo ambito è verosimile che attiri nettamente più l'attenzione l'attivista svedese Greta Thunberg, che parteciperà a diversi eventi. E il tema ambientale è uno di quelli in primo piano nell'agenda del WEF di quest'anno, che svolge all'insegna di "Stakeholder per un mondo coeso e sostenibile".

Per l'occasione Klaus Schwab ha ricordato che per questa edizione presenterà un "manifesto" aggiornato rispetto a quello del 1973. Quest'ultimo, approvato due anni dopo la prima riunione del WEF, affermava che l'economia doveva portare benefici a tutti, dagli azionisti ai clienti ma anche per i dipendenti e la popolazione. Quello del 2020 è rivisto per far fronte alle sfide del XXI secolo delineando obiettivi economici, sociali e di buon governo per contrastare le diseguaglianze e la polarizzazione politica. Ma invita anche le aziende a dare un ruolo centrale alla sostenibilità e alla protezione dell'ambiente.

"Tra cinquant'anni la gente dovrebbe poter dire: 'Grazie, abbiamo potuto contare su di voi'", ha detto Schwab. Perché - ha aggiunto - il mondo è in stato di allarme per quanto riguarda l'ambiente. "E il nostro margine di azione è piccolo".

Quest'anno sono attesi 2800 partecipanti di 118 Paesi. Tra gli oltre 50 capi di Stato e di governo ci saranno la cancelliera tedesca Angela Merkel, il neoeletto premier spagnolo Pedro Sanchez e quello italiano Giuseppe Conte. Ma anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la presidente della Banca centrale europea (BCE) Christine Lagarde e la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (FMI) Kristalina Georgieva. Non mancheranno nemmeno il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e quello del parlamento europeo David Maria Sassoli.

Come annunciato dal Primo Ministro Boris Johnson dopo il suo recente successo elettorale, la Gran Bretagna non invierà una delegazione massiccia al WEF: parteciperà solo il ministro delle finanze.

La Svizzera sarà presente con l'intero Consiglio federale per avviare un dialogo con la grande delegazione dell'UE.

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