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SVIZZERA
14.01.2020 - 10:000

La transizione “verde” è possibile, ma bisogna volerla

Secondo due programmi di ricerca, la trasformazione del sistema energetico va incoraggiata attraverso norme e incentivi

di Redazione
ATS

BERNA - La transizione verso le energie pulite, ossia senza nucleare e combustibili fossili, è possibile in Svizzera tanto da un punto di vista tecnico che finanziario. Tuttavia, ciascuno deve fare la sua parte, consumatori compresi, anche mediante tasse incitative (tassa CO2 sulla benzina) che però non gravino eccessivamente sui bilanci familiari.

Sono queste le conclusioni di due programmi di ricerca del Fondo nazionale svizzero (PNR 70 e PNR 71) sull'energia, i cui risultati sono stati presentati oggi ai media.

Secondo gli oltre trecento ricercatori che hanno lavorato sul tema, la trasformazione del sistema energetico richiede, oltre a nuove tecnologie e infrastrutture, normative efficaci (per incoraggiare ad esempio la ristrutturazione di vecchi edifici) e incentivi per incoraggiare cambiamenti nel comportamento.

Per ottenere la necessaria accettazione da parte della popolazione, è necessario secondo gli esperti informare meglio sui vantaggi derivanti dalle nuove tecnologie e da comportamenti diversi. La popolazione deve conoscere meglio il sistema di funzionamento di una tassa d'incentivazione, i suoi effetti così come i benefici che ne possono derivare (per esempio un miglioramento della qualità della vita).

Commenti
 
Tato50 1 sett fa su tio
Ripompare l'acqua nei bacini di accumulazione, come viene già fatto in altre Nazioni. In certi casi la cosa è fattibile facilmente, in altri ci vorrà tempo. Non ci sarà spreco e la riserva necessaria per un'energia pulita.
Mattiatr 1 sett fa su tio
Diciamo che il vento, al contrario del sole non è costante e nemmeno prevedibile. Diciamo che a contrario il sole bene o male c'è sempre (anche se coperto da nuvole). Quindi come risorsa prediligo di più il solare, solo che questa fonte ha un grosso, anzi grossissimo problema, di notte non c'è. Ed è proprio di notte che ci serve la corrente. Quindi io, dal basso della mia ignoranza mi chiedo, come mai nessun verde, socialista, leghista, estremista, o altro non ha ancora pensato che per campare di solare dobbiamo mettere l'energia da qualche parte? Diciamo che le batterie al litio non vanno, dopo 5 anni le butti (a me è successo così in cascina), quindi bisogna trovare una soluzione.
Mattiatr 1 sett fa su tio
@Mattiatr Essendo che la nostra seconda risorsa è l'acqua potremmo pompare con l'energia solare l'acqua in un lago e turbinarla durante la notte. Solo che immagino che per mantenere la Svizzera ne serviranno di laghi (ah non sono deliri, guardate lo scopo del Vajont prima della tragedia). Quindi sfrutterei l'acqua per produrre idrogeno tramite elettrolisi per poi riconvertirlo in energia durante il bisogno. Quindi io mi chiedo, come mai nessuno ci pensa? Diciamo che se cantoni e confederazione mettessero le basi legali per queste opere, private o non, sono sicuro che prima o poi qualcuno si butterebbe. Inoltre questo sistema, con la copertura totale dei tetti cittadini, garantirebbe molto probabilmente l'autosufficienza energetica svizzera. Il tutto solo con un costo iniziale. Il problema è che il cantone non può incentivare solo la produzione elettrica, ma deve pensare anche a ciò che viene dopo.
gianmarco 1 sett fa su tio
@Mattiatr non e' che "nessuno ci pensa" e' che quelli che capiscono la fisica, l'aritmetica e altre cosette simili sanno che questa storia dell'idrogeno e' una idiozia bestiale e non perdono tempo a "pensarci". ma la cosa piu' folle che uno poteva ideare nel settore energetico in svizzera e' stata gia' fatta: l'eliminazione del nucleare, un sistema di produzione di energia elettrica economico e pulitissimo. ma purtroppo sembra che non esista limite alla follia. la differenza tra le scimmie e gli uomini e' che gli uomini hanno imparato a controllare le fonti di energia. ma stiamo tornando a essere delle scimmie, dipendenti dai capricci della natura per la propria sopravvivenza.
F.Netri 1 sett fa su tio
@Mattiatr L'idrogeno sarebbe ideale come energia da destinare alla locomozione. Auto, navi, aerei, tosaerba, ecc. Il problema dell'idrogeno è che deve essere separato dall'ossigeno (elettrolisi) e, per farlo, ci vuole un sacco di energia. Allo stato attuale delle cose, sarebbe inutile bruciare petrolio per produrre idrogeno da mettere nei serbatoi. E' più conveniente mettere nei serbatoi direttamente il petrolio. Quello che ci vuole, per chiudere il cerchio, è una fonte di energia "primaria" che possa sostenere la produzione di dell'idrogeno necessario. Questa fonte non c'è ancora, ma ci stanno lavorando e si chiama "fusione nucleare". In altri termini si tratta di riprodurre un piccolo sole sulla terra, dal quale estrarre una quantità enorme di energia pulita senza il problema delle scorie prodotte dalla "fissione nucleare". L'orizzonte temporale per ottenerla sembra sia tra i 20 e i 25 anni. Dopodiché si potrà procedere alla vera rivoluzione energetica per tutto il Pianeta. Altro che ventole e specchi. :-))
Lore62 1 sett fa su tio
@gianmarco ...non è che nessuno ci pensa, anzi hanno pensato bene di NON incentivarli, altrimenti i vari "magna magna" non incassano più con solare ed eolico diffuso anche alle singole abitazioni! Pensa che già oggi producono in perdita, visto che l'energia elettrica prodotta con le rinnovabili costa quasi la metà rispetto al nucleare. Poi si certo il nucleare è pulito...forse non hai idea degli scempi creati al territorio per estrarre il materiale (uranio e plutonio), sono infatti presenti in risorse limitate, seppur abbondanti, sul nostro pianeta, quindi NON rinnovabile. Poi aggiungi il trasporto sempre pericoloso, e l'energia usata per il trattamento (arricchimento), per non parlare poi della PORCHERIA scorie radioattive che saranno pericolosissime per qualche millennio alla popolazione locale, visto che NESSUNO vuole!! E per ultimo PREGA che non succeda qualche disastro, perché in caso contrario dovrai fare le valigie dalla Svizzera...
Mattiatr 1 sett fa su tio
@gianmarco Io di fisica non me ne intendo molto, io lavoro nell'edilizia. Operando in questo campo sono cosciente che, in Svizzera, esistono già delle case totalmente autonome che funzionano secondo il principio sopra descritto. Inoltre non sono in grado di calcolare l'efficienza nel trasformare energia in idrogeno per poi tornare indietro, questo lo ammetto. È proprio per questo che mi chiedo come mai nessuno ne parla. Inoltre l'idrogeno è una risorsa producibile in maniera circolare visto che torna ad essere acqua in un secondo momento grazie alle celle elettrolitiche. Ovviamente la mia è una proposta, dovremmo trovare il sistema di immagazzzinare invece di consumare l'energia creata sul momento.
Lore62 1 sett fa su tio
@Mattiatr In realtà si sta sviluppando una generazione distribuita con piccoli impianti fotovoltaici è un fattore decisivo per trasformare il mix elettrico, con un ruolo centrale affidato ai “prosumer”, gli utenti che producono direttamente una buona parte dell’energia che poi utilizzano, grazie ai propri pannelli solari e ai sistemi di accumulo installati nelle abitazioni. A livello europeo si è pensato a una SuperSmart Grid, una rete intelligente e flessibile in grado di sfruttare le potenzialità dell’autoconsumo energetico su vasta scala, quindi un concetto di “mega-batteria virtuale” o VPP, Virtual Power Plant: cosa succede, in altre parole, si riescono a far dialogare tra loro centinaia, addirittura migliaia, di singole unità di accumulo su un territorio piuttosto ampio, in questo modo si ottiene un’unica GRANDE batteria diffusa, che attraverso specifici algoritmi può gestire determinati servizi per la rete elettrica, sfruttando la maggior capacità fotovoltaica in aumento di qualsiasi paese in Europa! La Germania per esempio, ha iniziato a memorizzare la sua energia solare in eccesso per migliorare l'uso locale. L'anno scorso, il 41% di tutti i nuovi impianti solari sono stati dotati di batterie tampone, un record mondiale!
Lore62 1 sett fa su tio
@Mattiatr Parte 2... Comunque ci sono cinque diversi tipi di stoccaggio di energia sul mercato al momento: elettrochimiche come batterie o batterie di flusso; meccanico come aria compressa stoccaggio di energia, lo stoccaggio di energia volano o accumulatori idraulici; chimici / potenza a gas come idrogeno celle a combustibile; elettrici come ad esempio un condensatore e termica, che comprende sale fuso, negozio termica stagionale e sistemi di storage PCM...ma ce ne sono molti altri! ;-)
Mattiatr 1 sett fa su tio
@Lore62 A grandi linee quello che dicevo io. Trovo che ci sarebbero molti meno problemi con una gestione intelligente dell'energia. In fondo perché produrre energia in più per niente? A sto punto immagazziniamola e usiamola quando manca. Il sole è una risorsa che solo un folle non userebbe, e noi dobbiamo essere coscienti che non basta ''coprire tutti i tetti del Ticino'' per soddisfare il fabbisogno energetico cantonale. Siamo nel 2020, la fusione nucleare F.Netri non è ancora ottimizzata per la produzione elettrica, pertanto tocca arrangiarci con quello che abbiamo. Diciamo che a me piacerebbe vedere una Svizzera energeticamente autonoma, sopra tutto guardando cosa combinano i nostri vicini di banco nel mondo e nella nazione. Un bacino di energia può giovare sia nella vita di tutti i giorni, che nelle situazioni d'emergenza. In qualsiasi forma esso sia.
ugobos 1 sett fa su tio
incentivato? ma sti fenomeni parlano a bambera e basta. é chiaro che non lavorano nel settore. vediamo che offerte ha Swiss altro che investire nel rinnovabile che hai sempre a che fare con gente brutta
Nmemo 1 sett fa su tio
Per ridurre con efficacia le emissioni globali di CO2 va applicata, direttamente nei siti che determinano grandi immissioni, la tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio. In Svizzera il problema, globalmente assai limitato (1 per mille delle immissioni mondiali di CO2), è determinato in massima parte dai veicoli in circolazione, compreso il traffico merci e privato di transito. Le soluzioni praticabili sono note, le tasse previste andranno a favore d’impianti all’estero di cattura e stoccaggio del carboni? In Polonia, ad esempio, l’esigenza di energia è politicamente ritenuta vitale e primaria alle immissioni ambientali. La gente, là, auspica che la più grande e più inquinante centrale termoelettrica a carbone d’Europa (Belchatów 5.4 MW; 27 TWh/a; 30Mt/a di CO2), resti attiva ancora per i prossimi cento anni.
ugobos 1 sett fa su tio
@Nmemo sono tutte stronzate per cambiar qualcosa ci vuole un disastro epocale allora li magari, dico magari qualcosa cambiera. fino li tutti a lamentarsi e crear leggi cretine per disincentivare l innovazione energetica. stamattina sentito altre boiate indrodotte dal 2020.
seo56 1 sett fa su tio
Ma anche NO!
Bayron 1 sett fa su tio
.... e chi la vuole!!??
ugobos 1 sett fa su tio
@Bayron sono una figata e rendono un botto. grazie a investimenti fatti nell eolico e solare oggi posso vivere senza lavorare.
Mattiatr 1 sett fa su tio
@ugobos Maestro ti prego insegnami!
Tato50 1 sett fa su tio
Che belli !!! Come staranno bene sul Gottardo ;-(((((((( Ah, dopo pare che li mettano anche sulla Nufenen ;-(((((
ugobos 1 sett fa su tio
@Tato50 ti consiglio una bella vacanza in nigeria cosi magari cambi veduta. a te non piacciono a me si.
Tato50 1 sett fa su tio
@ugobos Siamo già in Nigeria, non c'è bisogno d'andarci !! A te piacciono, a me no è solo questione di gusti. Il Gottardo mi piace così come è e non con piloni del diametro di 30 metri, pali alti oltre 150 e tre pale lunghe 30 metri. Questione di gusti dove la STAN ha fatto ricorso contro queste brutture ma ha vinto il vil denaro specialmente per Airolo !!! Gli stessi che non ti lasciavano cogliere un fiore perché deturpavi il paesaggio. Che coerenza ;-((((((((((((((
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Ultimo aggiornamento: 2020-01-24 19:06:22 | 91.208.130.87