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12.01.2020 - 15:130

Anziani grandi consumatori di sonniferi, il rischio è la dipendenza

Usati molto anche gli ansiolitici

di Redazione
ats

BERNA - Il consumo di sonniferi e ansiolitici da parte di anziani è fortemente diffuso in Svizzera: lo affermano, sulla base di uno studio, SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche, che mettono in luce il pericolo di dipendenza, confusione mentale e incidenti.

Stando alla ricerca effettuata dall'Università di Losanna su dati resi anonimi dell'assicuratore malattia Groupe Mutuel, nel 2017 un ultra 65enne su cinque ha assunto benzodiazepine. L'analisi ha interessato 69'005 persone con residenza in Argovia, Basilea Città, Friburgo, Ginevra, Giura, Neuchâtel, Ticino, Vaud e Vallese, tutti cantoni che non consentono la vendita diretta di medicinali da parte dei medici.

Le benzodiazepine - una classe di psicofarmaci largamente prescritti con vari nomi commerciali - sono usate, tra le altre cose, come sonniferi o ansiolitici. Tuttavia, hanno effetti collaterali che aumentano con l'età e non devono essere assunti per periodi prolungati, scrive sul suo sito internet l'organismo indipendente Swiss Medical Board (SMB).

La ricerca losannese mostra che il consumo dei preparati in questione aumenta con l'età: utilizzano le benzodiazepine il 16% dei 60-65enni, il 23% dei 75-80enni e il 26% degli ultra 80enni. Le donne (25%) registrano quote sensibilmente più elevate degli uomini (15%). Gli assicurati del Groupe Mutuel con una franchigia di 2500 franchi avevano inoltre il 70% di probabilità in meno di ricevere una prescrizione rispetto a quelli con una franchigia di 300 franchi.

La durata del trattamento ha superato i 15 giorni nell'80% dei casi. Per il 40% di coloro che hanno ricevuto almeno una prescrizione, nel corso dell'anno sono state somministrate più di 90 dosi. Lo studio mette in evidenza anche le disparità cantonali: il ricorso ai sonniferi è notevolmente inferiore nei due cantoni di lingua tedesca studiati rispetto alle regioni regioni latine, Ticino compreso. Puntando l'attenzione sugli estremi, in Vallese i pensionati hanno quasi tre volte più probabilità di ricevere benzodiazepine rispetto ai loro coetanei argoviesi: uno scarto che i ricercatori spiegano con differenze culturali.

Stando allo studio se si considera che il ricorso alle benzodiazepine non è generalmente raccomandato oltre le 2-4 settimane di trattamento il 16% delle persone anziane in Svizzera si trova potenzialmente in una situazione di consumo eccessivo. Lo Swiss Medical Board sostiene che le raccomandazioni delle società mediche non sono prese sufficientemente in considerazione nella pratica. Dipendenza Svizzera aveva già messo in guardia nel 2015 dall'uso di benzodiazepine, chiedendo a medici e farmacisti di pianificare la fine del trattamento con i pazienti con sufficiente anticipo, in modo da evitare che insorga dipendenza.

Commenti
 
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Leo Chirra 7 mesi fa su fb
Anziani che consumano o stato che li prescrive come fossero integratori di vitamine?
Iwan Bulghi Clouseau Saltelli 7 mesi fa su fb
Maddai?!? Mavvaaaa...?!?! Ma che scoperta?!? Ma come è possibile?!
Roberto Giannazzo 7 mesi fa su fb
I medici dovrebbero prescrivere la cannabis
Damir Svagusa 7 mesi fa su fb
Benissimo, chi glieli da?
Paolo Mac 7 mesi fa su fb
Notizionaaaaa Ma che minkia gli frega ad un anziano se cade preda della dipendenza da sonniferi??? L’importante è dormire tranquilli!
Angelo Michele Maiorano 7 mesi fa su fb
tutte cose degli anni Sessanta che la Farmaceutica mette in commercio. I rimedi naturali, che non causano dipendenza, alle Case farmaceutiche non interessano poiché al 90 per cento e passa, sono trovabili in natura....però, per esempio, il Mulungu, mica te lo coltivi in giardino. Con i rimedi fitoterapeutici, tipo: biancospino, melissa, valeriana ecc. ecc., , non si hanno riscontri in molti casi e quindi si va dal dottore che prescrive gli ipnotici, gli ansiolitici.... della dipendenza cosa vuole che possa interessare ad un anziano?
Angelo Michele Maiorano 7 mesi fa su fb
e quindi?
sedelin 7 mesi fa su tio
e questo é uno dei fattori che causano l'aumento dei costi :-( oltre alla dipendenza e agli effetti collaterali. ci sono rimedi omeopatici efficaci e molto economici.
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