Keystone
Una delle sale in cui si è tenuta la Cop25
BERNA / SPAGNA
15.12.2019 - 16:050

Cop25: Svizzera preoccupata per la mancanza di regole sulle emissioni all'estero

L'Ufficio federale dell'ambiente esprime rammarico per l'esito della conferenza sul clima di Madrid

di Redazione
Ats

BERNA / MADRID - La Svizzera si rammarica che la Conferenza mondiale dell'ONU sul clima si sia chiusa questo pomeriggio senza una regola di mercato per le riduzioni delle emissioni realizzate all'estero. Lo riferisce un comunicato dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) nel quale si aggiunge che la Confederazione vuole ora impegnarsi, insieme a diversi paesi partner, affinché siano adottate ambiziose regole di mercato comuni.

Nell'ambito della Cop25, svoltasi a Madrid e terminata con due giorni extra, Berna ha chiesto in particolare che le riduzioni realizzate all'estero non vengano computate due volte (dal paese donatore e dal paese destinatario), poiché in tal caso verrebbero messi in pericolo gli obiettivi e l'efficienza dell'Accordo di Parigi.

A Madrid, non si è riusciti ad adottare regole per le riduzioni delle emissioni realizzate all'estero. Non ci si è messi d'accordo su come informare sulle riduzioni delle emissioni dei rispettivi paesi e sul sostegno ottenuto o dato ad altri paesi.

La Svizzera - sottolinea la nota odierna dell'UFAM - considera questo risultato preoccupante, poiché le regole che disciplinano la trasparenza sono essenziali ai fini del rapporto di fiducia fra le parti contraenti. Per accordarsi su tali regole, i paesi hanno ancora tempo l'anno prossimo.

L'UFAM ricorda poi che la Svizzera intende contribuire con circa 150 milioni di dollari al Fondo verde per il clima (Green Climate Fund, GCF), che finanzia progetti nei paesi in via di sviluppo per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e per adattarsi ai cambiamenti climatici. In ottobre i paesi donatori si erano impegnati a rifinanziare il GCF con circa 9,8 miliardi dollari.

Alla Cop25 la Confederazione ha inoltre annunciato l'intenzione di stanziare 31 milioni di franchi per il fondo di adattamento (Adaptation Fund) delle Nazioni Unite e per lo "Scaling-up Renewable Energy Programme", un programma della Banca mondiale per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Commenti
 
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Thor61 1 anno fa su tio
Dimostrazione di come nell'UE non freghi nulla del clima o dell'ambiente, a loro interessa solo freghare i cittadini europei, spennandoli a più non posso ovviamente. Avranno problemi alla borsa del CO2, dove qualcuno magari non guadagnerà abbastanza???
Bandito976 1 anno fa su tio
Come al solito la Svizzera vuole essere la prima della classe e gli altri paesi la prendono per i fondelli.
fromrussiawith<3 1 anno fa su tio
Per parlare di trasparenza la Svizzera dovrebbe accollarsi parte delle emissioni delle sue attività economiche in altri paesi, + import, allora le emissioni Svizzere non sarebbe più in discesa; al consumo la Svizzera negli ultimi decenni ha incrementato +45% le emissioni di CO2. La Svizzera e l’Europa, Champions nel commercio globale, dovrebbero accollarsi parte delle emissioni derivanti dal commercio globale; allora il quadro Europeo sarebbe ben più nero di quanto appare. Fin tanto che le proprie responsabilità non vengono ben definite e non si considerano le emissioni relative al commercio globale non si dovrebbe parlare di accordi
Nmemo 1 anno fa su tio
Proporranno qualche altra tassa finanziare e per portare all’estero tecnologia ambientale. In Polonia, ad esempio, l’esigenza di energia è vitale e primaria alle immissioni ambientali. La gente auspica che la più grande e più inquinante centrale termoelettrica a carbone d’Europa (Belchatów 5.4 MW; 27 TWh/a; 30Mt di CO2/a), resti attiva ancora per i prossimi cento anni.
Bayron 1 anno fa su tio
Preoccupata di cosa?? Ma facciamo il piacere!!!
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