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SVIZZERA
12.12.2019 - 06:050
Aggiornamento : 11:11

«I genitori devono capire che la violenza non funziona»

Per molti lo schiaffo è ancora considerato come un gesto innocuo. Gli esperti mettono in guardia. Le storie dei lettori

di Redazione
Ihr/Pa.St.

BERNA - Per la metà dei genitori elvetici l’educazione dei figli passa anche dalla violenza fisica. Uno su quattro ritiene inoltre che una sculacciata non abbia mai fatto male a nessuno e che eccezionalmente si possa anche tirare uno schiaffo. Due terzi dei genitori fanno uso di violenza fisica, uno su quattro lo fa regolarmente. Ma per Dirk Baier, esperto di violenza, i numeri sarebbero più alti: «Soltanto un terzo dei bambini svizzeri cresce senza violenza».

Sulla base di questi dati, in una recente presa di posizione la Commissione federale per l’infanzia e la gioventù chiede di togliere dalla giurisprudenza le ultime tracce della nozione di “diritto di correzione”: sebbene sia sparita dal Codice civile già nel 1978, il Tribunale federale continua a farvi riferimento. Per esempio lo scorso anno, quando è stato trattato il caso di un padre che aveva castigato il figlio con una cintura e un bastone di legno, perché era rimasto troppo a lungo davanti alla televisione. Il problema, rileva la Commissione, è che la violenza sui bambini è punibile soltanto se è di una certa entità. E per tale determinazione la Corte suprema impiega una nozione datata.

«Ci vuole un divieto di infliggere punizioni corporali» afferma pertanto la consigliera nazionale socialista Yvonne Feri. Una modifica di legge porterebbe a un cambio di mentalità. «Genitori e responsabili all’assistenza si renderebbero conto che la violenza non va bene». Ma secondo la deputata Udc Andrea Geissbühler sarebbe inutile: «Una legge non impedirebbe ai genitori di picchiare i propri figli». Gli articoli penali sarebbero già sufficienti. E andrebbe fatta una distinzione tra una sculacciata e gesti di violenza grave. Anche Geissbühler è per un’educazione senza violenza, ma chiede più prevenzione, come per esempio volantini di centri di consulenza che andrebbero consegnati già alla nascita del bambino. «Sarebbe una misura semplice e poco costosa».

Come affrontare correttamente le le difficoltà di un bambino

Essere genitori  non è facile. Tuta Reutlinger, responsabile della sezione violenza domestica della polizia di Turgovia, spiega come devono comportarsi i genitori di fronte a tre situazioni molto frequenti.

Quando il bambino fa i capricci e ignora i genitori

■ Se il bambino si intestardisce di voler andare a tutti i costi al parco giochi e inizia a piagnucolare, il genitore dovrebbe fargli capire il motivo per cui non è possibile andare a giocare. Magari dicendogli che l’orario non lo permette. Bisogna restare calmi e respirare profondamente.

Quando il bambino provoca

■ È importante avere una buona relazione emotiva e un'interazione rispettosa perchè aiuta a mantenere chiari i confini. La provocazione è una spia delle esigenze del bambino. I genitori devono saperle riconoscere. I bimbi devono sentirsi presi sul serio.

Quando il bambino picchia il genitore

■ Quando accade con i bambini un po’ più grandicelli, prenditi un attimo di respiro e affrontalo dicendogli: «Mi hai spaventato. Mi hai fatto male, ma voglio parlarti di nuovo». Un bambino più piccolo dovrebbe essere rassicurato e abbracciato, mai respinto.

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