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SVIZZERA
22.11.2019 - 17:300

Fu un «caso esemplare di violenza senza senso»

Il tribunale d'appello ha confermato la condanna a 7 anni nei confronti di un hooligan che lanciò il coperchio di un tombino su un gruppo di tifosi

di Redazione
ats

ZURIGO - Il tribunale d'appello di Zurigo ha confermato la condanna a sette anni di carcere a un 23enne che il 13 maggio 2017 aveva gettato dall'alto il coperchio di un tombino su un gruppo di tifosi della squadra di calcio dell'FC Zurigo, colpendone uno alla testa.

Si è trattato di un «caso esemplare di violenza senza senso», ha affermato un giudice. «Prima o poi con questi eccessi ci scappa il morto, non bisogna essere veggenti». Il tribunale ha così riconosciuto l'imputato, un apprendista cuoco, colpevole di tentato omicidio intenzionale.

Nella pena sono inclusi 15 mesi di una condanna precedente con la condizionale per spaccio di droga, visto che l'imputato è tornato a delinquere durante il periodo di prova. Il giovane può ancora ricorrere al Tribunale federale. Se non lo farà, completerà il suo tirocinio sino all'estate, per poi entrare in carcere e scontare la pena.

Durante il processo il 23enne ha chiesto più volte scusa per quanto fatto. Ha detto di non aver voluto ferire nessuno, di essere stato ubriaco, dopo cinque o sei birre, e di non ricordarsi cosa sia successo. La corte non l'ha però ritenuto credibile, anche perché solo tre minuti dopo il gesto aveva scritto all'amica un messaggio Whatsapp perfettamente corretto.

L'avvocato dell'imputato ha criticato il procedimento. A suo avviso il suo assistito sconta colpe che non sono sue: è stato accusato come rappresentante di tutti gli hooligan. "Finalmente si è trovato qualcuno che si poteva punire", ha detto. Il giovane non è aggressivo: quanto fatto è frutto solo di un momento di incoscienza. Il legale ha chiesto quindi un nuovo procedimento per lesioni colpose, ma la corte ha seguito in larga parte la tesi della procura, che auspicava peraltro 9 anni di reclusione.

Secondo quanto appurato dall'inchiesta l'apprendista era salito con un compagno 19enne sul parcheggio sopraelevato che copre i binari della stazione di Winterthur. Da lì aveva visto che sotto di lui diversi tifosi dello Zurigo aspettavano un treno speciale sul marciapiede 9 per rientrare a casa. L'imputato aveva allora sollevato un chiusino pesante circa due chili e lo aveva gettato sul marciapiede della stazione, undici metri più in basso, colpendo sulla testa e a una spalla un 28enne tifoso e causandogli una frattura cranica.

Ricoverato all'ospedale nel reparto cure intensive, il malcapitato, un docente di scuola secondaria, aveva potuto comunque essere dimesso nel giro di tre giorni, con una cicatrice di 15 centimetri sulla testa e una sequela di cefalee.

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