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ZURIGO
02.11.2019 - 08:150

Prix Courage a Iluska Grass e Carla del Ponte

Lodato il coraggio dellae donne, la prima per aver soccorso un ebreo ortodosso aggredito da neonazisti, la seconda per la lotta contro mafia e crimini di guerra

ZURIGO - La zurighese Iluska Grass ha ricevuto questa sera il "Prix Courage" 2019 per aver soccorso un ebreo ortodosso aggredito da neonazisti a Zurigo. Un riconoscimento "alla carriera" è andato anche a Carla del Ponte.

Il premio, assegnato a Grass dalla rivista Beobachter, è dotato di 15'000 franchi. Alla cerimonia, tenuta a Zurigo, la presidente della giuria ed ex consigliera di Stato argoviese Susanne Hochuli (Verdi), ha lodato il "coraggio esemplare" della donna.

Un sera di quattro anni fa Iluska Grass dopo essere scesa dall'autobus vede degli estremisti di destra ubriachi che stanno aggredendo un ebreo ortodosso. Grazie al suo intervento è stato possibile evitare il peggio. «Non ci ho pensato molto, ho solo agito», ha affermato la donna.

Nel frattempo il principale responsabile dell'aggressione è stato condannato a 12 mesi di detenzione e a un risarcimento di 3000 franchi a favore della vittima. Una pena che Iluska Grass definisce «troppo lieve»: «l'antisemitismo e il razzismo non sono tollerabili», afferma.

Beobachter ha poi attribuito il Prix Courage Lifetime Award - dotato di 10'000 franchi - a Carla del Ponte. La ticinese, assente alla premiazione per motivi di salute, è ricompensata per l'insieme della sua carriera dedicata alla lotta contro la mafia e i crimini di guerra.

Del Ponte ha lottato tutta la vita affinché i crimini non restassero impuniti, ha sottolineato Andres Büchi, caporedattore di Beobachter. «Dedicarsi interamente a questo compito, consacrarvi tutta la propria vita, richiede una determinazione e una disponibilità a fare sacrifici che pochissime persone sono disposte a fare», ha aggiunto.

Carla del Ponte «ha avuto il coraggio di dire la verità senza abbellirla perché non ha paura dei potenti e dei loro tentativi di intimidazione". La ticinese "non ha chiuso gli occhi di fronte agli orrori di questo mondo».

Del Ponte ha inizialmente perseguito i dirigenti della mafia in qualità di procuratrice generale della Confederazione, carica ricoperta dal 1994 al 1998. In seguito è stata nominata procuratrice capo del Tribunale penale internazionale (Tpi) dell'Aja per l'ex Jugoslavia (1999-2007) e per quello che si è occupato del genocidio in Ruanda (1999-2003).

Dal 2008 al 2011 è stata ambasciatrice della Svizzera in Argentina. Dal 2012 al 2017 è stata membro della Commissione d'inchiesta indipendente dell'Onu sulla Siria. Nel settembre del 2017 ha dato le dimissioni per mancanza di sostegno politico per poter adempiere correttamente il suo mandato.

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