Tipress (archivio)
La 30enne romanda ha anche il passaporto francese e tunisino.
SVIZZERA
23.10.2019 - 17:090
Aggiornamento : 18:10

Via la cittadinanza ad una 30enne radicalizzata

La SEM ha avviato la procedura. La donna, attualmente si troverebbe in Siria, è sospettata di aver svolto attività legate al terrorismo nel Paese

BERNA - La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha avviato la procedura per togliere la cittadinanza svizzera a una 30enne romanda, che ha anche il passaporto francese e tunisino, sospettata di attività terroristiche in Siria.

La SEM ha agito attraverso il Foglio federale, la pubblicazione ufficiale della Confederazione. «In base a quanto sappiamo la donna si trova in Siria», ha indicato oggi a Keystone-ATS il portavoce della SEM Lukas Rieder, confermando la notizia diffusa ieri sera dalla RTS. L'interessata ha trenta giorni di tempo per opporsi.

La donna - riferiva Forum, il radiogiornale della RTS - è stata oggetto di diversi articoli di stampa. Stando a queste informazioni si è radicalizzata e ha lasciato nel 2016 Ginevra, portando con sé i due figli di due padri differenti, alla volta della Siria con l'obiettivo di raggiungere le file dello Stato islamico. Sul posto ha poi messo al mondo un terzo figlio. È stata arrestata dalle forze curde all'inizio di quest'anno durante la presa di uno degli ultimi bastioni dell'Isis. Intanto in Svizzera i due padri si muovono da anni per cercare di recuperare i figli.

Non si tratta del primo caso del genere. Il mese scorso la SEM ha annunciato il ritiro della nazionalità di uno svizzero di origine turca, un 35enne condannato per propaganda e reclutamento a favore di un gruppo terroristico di matrice islamista. L'uomo può ancora fare ricorso al Tribunale amministrativo federale.

In base all'articolo 42 della Legge federale sulla cittadinanza svizzera (LCit) "la SEM può, con il consenso dell'autorità del Cantone d'origine, revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche la cittadinanza di un altro Stato, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera".

Lo scorso giugno il Consiglio federale aveva parlato di una decina di casi di persone con doppia nazionalità sospettatati di aver partecipato all'estero a crimini nel quadro di attività terroristiche.

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