Tipress (archivio)
Nella sua decisione, il TPF fa riferimento anche al rapporto psichiatrico secondo il quale l'uomo soffre di schizofrenia paranoica ed è dipendente da alcol e cannabis.
SVIZZERA
21.10.2019 - 12:340

L'islamista vodese resta dietro le sbarre

Il Tribunale penale federale ha confermato il prolungamento della detenzione preventiva

BELLINZONA - Un vodese accusato di sostenere una organizzazione criminale, di violare la legge federale che vieta i gruppi Al-Qaida e Stato islamico e di tentato omicidio resta in detenzione provvisoria. Lo ha deciso il Tribunale penale federale (TPF). La procura federale perseguirà presto l'uomo arrestato nel giugno 2017.

Nella sua decisione pubblicata oggi la corte penale conferma il prolungamento della detenzione preventiva di altri due mesi. L'imputato rischia una pena detentiva di diversi anni, per cui non vi è il pericolo di una eccessiva prigionia.

L'indagine penale contro l'uomo è stata avviata a causa di vari oggetti rinvenuti nella sua stanza in un alloggio a Losanna. Oltre a un manuale di guerriglia urbana, la polizia ha sequestrato un coltello proibito, una bottiglia in plastica contenente benzina e un Corano. L'uomo era stato posto immediatamente in detenzione preventiva, misura che è stata prolungata a più riprese. L'indagine aveva anche rivelato che si era recato in Turchia e in Egitto.

Nel mese di febbraio il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha dovuto estendere le indagini a un incidente avvenuto nel settembre 2018 in carcere. L'accusato aveva attaccato un dipendente della prigione e gridato "Allah Akbar".

Pochi giorni prima di questo incidente, il prigioniero aveva cercato di colpire con un calcio la testa dello stesso dipendente. Inoltre lo ha minacciato di morte.

Nella sua decisione, il TPF fa riferimento anche al rapporto psichiatrico effettuato nella primavera del 2018 secondo il quale l'uomo soffre di schizofrenia paranoica ed è dipendente da alcol e cannabis. La malattia richiede farmaci e cure psichiatriche, ma l'uomo ha rifiutato entrambi.

A causa della malattia, del comportamento aggressivo, di episodi di violenza domestica e dell'imprevedibilità dell'imputato, il Tribunale penale federale ha prolungato il periodo di detenzione. Vi è il pericolo che l'uomo commetta altri atti di violenza.

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