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16.10.2019 - 10:340

Accesso semplificato alla canapa medica

La modifica della Legge sugli stupefacenti a riscosso ampio consenso in fase di consultazione

BERNA - In futuro i medici svizzeri potranno prescrivere autonomamente preparati a base di canapa per scopi terapeutici. La modifica della Legge sugli stupefacenti proposta in tal senso dal Consiglio federale ha riscosso ampio consenso in fase di consultazione.

La canapa è vietata in Svizzera dal 1951. L'assunzione di prodotti a base di canapa per scopi terapeutici è così possibile solo previa autorizzazione eccezionale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Nel 2018 sono stati rilasciati circa 3000 permessi di questo tipo, ad esempio per pazienti oncologici o per malati affetti da sclerosi multipla.

Con la revisione parziale della Legge sugli stupefacenti (LSTUP), il Consiglio federale intende ora facilitare l'accesso alla cosiddetta canapa medica, permettendo agli specialisti di prescrivere direttamente questi prodotti ai pazienti. Il processo di consultazione si concluderà domani.

UDC, PS, PLR e PBD sostengono la modifica prevista con qualche sfumatura di rilievo. L'UDC appoggia il cambiamento introdotto a patto che «il contributo al benessere del paziente» risulti «superiore agli effetti nocivi per la salute», escludendo il ricorso ai fiori di canapa e la possibilità di fumare "erba" per il suo elevato potenziale di abuso.

PBD, PLR e PS ritengono che il cambiamento sia ragionevole, visto il numero sempre crescente di permessi emessi da Berna che contraddirebbe a loro dire la natura eccezionale dell'attuale legge. Secondo il PLR, la revisione consente di migliorare la ricerca.

Medici favorevoli - La modifica della LSTUP è sostenuta dall'Associazione dei medici svizzeri (FMH). Lo scopo della riforma, si ritiene, è quello di sviluppare il potenziale terapeutico e palliativo della canapa come pure di controllare i rischi di abuso nel contesto di un'assunzione autonoma.

L'FMH vede particolarmente di buon occhio il fatto che in futuro la responsabilità ricada sui medici curanti. I malati avrebbero così accesso alla cannabis senza incorrere in lungaggini burocratiche e la libertà terapeutica del medico ne uscirebbe rafforzata.

Soddisfazione per la revisione viene espressa pure da parte della Medical cannabis association Switzerland (Medcan), che parla di una situazione da decenni «proibitiva». I pazienti, si sottolinea, hanno bisogno di sostanze controllate a prezzi accessibili, quindi di una maggiore comprensione da parte dei medici e di consigli competenti.

Un problema di costi - Medcan è però particolarmente critica sul mancato obbligo da parte delle casse malattia di assumersi i costi della canapa prescritta dai medici. Solo i pazienti benestanti ne avrebbero accesso. La revisione non migliorerebbe in questo senso la situazione delle oltre 100.000 persone che, secondo le stime, fanno già uso, illegale, della canapa. A questo proposito l'UFSP stima che la canapa possa comportare costi per diverse centinaia di franchi al mese, con le casse malati che pagano le cure solo in qualche caso.

Anche il PS evidenzia che, in assenza di una regolamentazione chiara e uniforme sui costi, l'effetto della revisione rimarrebbe limitato. Dal canto suo l'UDC chiede, prima di chinarsi sul rimborso da parte degli assicuratori, che il potenziale curativo e palliativo della canapa sia dimostrato scientificamente.

L'FMH ritiene fondamentale un rimborso, almeno parziale, dei medicamenti derivati dalla canapa da parte delle casse malattia o tramite altri sistemi di finanziamento. Per i medici è però necessario chiarire quali farmaci soddisfino i criteri di efficacia, adeguatezza ed economicità.

L'associazione Medcan mette infine in guardia contro un ulteriore aumento del costo della canapa medica. Per porre la canapa allo stesso piano degli oppiacei o del fentanyl (oppiaceo sintetico) occorrerà prestare attenzione al momento della produzione e della distribuzione, si evidenzia. La canapa, auspica pertanto Medcan, dovrebbe poter essere coltivabile autonomamente: «L'unico modo per ottenere dei medicamenti alla canapa di qualità e a un prezzo abbordabile». Da qui l'appello per l'impunità dei malati che coltivano la canapa per uso privato.

Mentre la FMH considera che Swissmedic, l'autorità centrale svizzera di omologazione per gli agenti terapeutici, potrebbe estendere la sua funzione di controllo alla canapa; Medcan auspica la creazione di un nuovo organo di sorveglianza: «È difficile applicare alla canapa le direttive attualmente in vigore per i medicamenti, il suo effetto dipende infatti dalle diverse tipologie e dalle varie forme di assunzione».

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