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SVIZZERA/ITALIA
23.09.2019 - 06:450

Un treno sempre più rosso, bianco... e verde

La Ferrovia retica attira molti italiani. Alla fine del 2019 saranno 280'000

MENDRISIO/MILANO - La tratta ferroviaria del Bernina registra anno dopo anno un aumento di biglietti staccati soprattutto da parte di turisti italiani. Secondo le proiezioni, alla fine del 2019 i turisti provenienti dall’Italia saliti a bordo dello splendido trenino rosso saranno 280'000. Dietro il successo di un prodotto turistico che non conosce flessioni ci sono vari fattori ma anche la devozione e l’impegno di un ticinese, Enrico Bernasconi, da tredici anni rappresentante dell’unico ente turistico o compagnia ferroviaria svizzera – la Ferrovia Retica - che ha una sede e un rappresentante (lui) in Italia. Un frontaliere al contrario che ogni giorno da Mendrisio scende, rigorosamente in treno, nel capoluogo lombardo.

I numeri di quest’anno parlano chiaro: qual è il segreto di tanto successo di una linea ferroviaria che fino a vent'anni fa non era molto conosciuta in tutta Italia?
«Tutto è avvenuto gradualmente. Dal 2007, cioè da quando esiste la rappresentanza a Milano, abbiamo raddoppiato l’affluenza dall’Italia. E questa presenza influisce ancora oggi dato che, essere fisicamente presenti sul mercato, conta e molto. Diciamo che è stata aumentata la qualità del prodotto grazie anche all’incremento del numero dei treni e all’introduzione delle carrozze panoramiche. Bisogna poi dire che la Svizzera è un paese ritenuto sicuro e questo, soprattutto negli ultimi tempi, ha giocato un ruolo importante. E poi c’è il fattore ecologico: c’è più voglia di natura e noi siamo un esempio perché siamo a impatto ambientale zero (ci produciamo autonomamente anche l’energia con l’acqua del lago Bianco), offriamo una natura incontaminata e paesaggi mozzafiato. E poi - last but not least - nelle ultime estati così come durante i ponti e le feste comandate le condizioni climatiche sono state favorevoli».

L’Italia è il primo mercato?
«No, ma rappresenta il 20/25% delle presenze (Tratta Bernina). Su un milione e duecentomila biglietti su questa tratta, 280'000 sono viaggiatori italiani. Siamo sul podio, ma il primo mercato straniero è la Germania con il 25% sulla tratta da St. Moritz a Tirano. E lo sono anche per quanto riguarda il Glacier Express. Bisogna poi dire che un 50% invece sono i biglietti venduti in Svizzera e naturalmente non sono tutti svizzeri. Molti sono infatti stranieri in vacanza in Svizzera che li acquistano in loco».

Quanto influisce il fatto di essere annoverati, dal luglio 2008, nella lista dei siti Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità?
«È come un biglietto da visita, una garanzia che abbellisce e arricchisce il nostro prodotto ma non è uno dei fattori importanti per la nostra crescita, almeno in Italia. Influisce invece sui paesi non limitrofi come per esempio la Gran Bretagna o su quelli più lontani come quelli asiatici oppure oltre oceano».

Qual è la stagione più florida?
«In questi anni abbiamo cercato di spalmare la programmazione su tutto l’arco dell’anno in modo da non avere mai momenti di bassissima stagione. Ovviamente l’inverno nel periodo delle feste natalizie e l’estate sono i momenti più importanti. Lavoriamo però anche sulle stagioni tendenzialmente meno affollate come l’autunno proponendo, per esempio, offerte vantaggiose come quella a 99 euro a coppia con incluso il supplemento carrozza panoramica e un pranzo a St. Moritz. Senza dimenticare le offerte regolari tutto l’anno che abbinano al biglietto del treno la slitta, la bicicletta, le terme grazie alla collaborazione coi partner che abbassa il prezzo e fa sistema coinvolgendo altre realtà del territorio».

In inverno le condizioni della neve non impediscono la circolazione? Come fate a viaggiare sempre senza interruzioni nemmeno con metri e metri di neve?
«Diciamo che innanzitutto ogni treno ha il suo spazzaneve davanti alla motrice e passando sulle rotaie, le pulisce. Se nevica forte di notte e lo sappiamo dalle previsioni meteorologiche, facciamo andare di prima mattina lo spazzaneve che sparando la neve e distribuendola ai bordi del tracciato, crea anche dei suggestivi muri bianchi».

Avete fatto anche degli importanti investimenti in territorio italiano: penso alla stazione di Tirano e ai binari che vanno poi fino al confine in val Poschiavo.
«L’infrastruttura ferroviaria, seppur per qualche chilometro in territorio italiano, è gestita completamente dalla nostra impresa. Stiamo inoltre valutando la possibilità di ulteriori investimenti in quel di Tirano, soprattutto per quanto concerne lo stabile della stazione. Se la cosa andrà in porto, nei prossimi anni se ne vedranno i risultati».

Quanto potrebbe influire un miglioramento della linea Milano/Tirano per incrementare ancora di più le vostre presenze?
«Bisogna dire che la linea negli anni è migliorata a livello della qualità. Ora un treno su due è nuovo e l’altro è ripristinato. Quello che manca è la velocità: due ore e mezza per percorrere 160 chilometri piani senza ostacoli particolari è un po' troppo. Confidiamo che, in occasione delle Olimpiadi invernali Milano/Cortina che includono anche diverse gare a Bormio e Santa Caterina Valfurva, vengano fatti investimenti in questo senso».

Quali sfide vi attendono per rendere ancora più popolare questo incantevole viaggio?
«Sicuramente non bisogna mai abbassare la guardia, mantenere sempre elevata la qualità del servizio. Abbiamo degli obiettivi a breve e medio termine: innanzitutto aumentare la disponibilità dei posti e già dal 2020 avremo un Bernina Express in più la mattina con partenza da Tirano. E poi riuscire a creare in ambedue le direzioni un orario cadenzato e regolare magari spaccato all’ora o alla mezz’ora».

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