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ZURIGO
20.09.2019 - 12:000

Scritte contro Erdogan, la giustizia svizzera sconfessa la Turchia

Il Tribunale federale ha confermato la decisione zurighese di non dar seguito alle procedure avviate per scritte sui muri contro il presidente turco

LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) conferma la decisione zurighese di non dar seguito alle procedure avviate per scritte sui muri contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in prossimità del Consolato di Turchia a Zurigo nel 2017. Il Ministero pubblico aveva aperto istruzioni penali.

A margine della manifestazione del 1. maggio 2017 un gruppo di persone si era riunito davanti al Consolato generale della Turchia a Zurigo. La scritta "Kill Erdogan" appariva su diversi edifici vicini. Il Ministero pubblico aveva aperto istruttorie contro tre persone per danneggiamento, pubblica intimidazione, pubblica istigazione a un crimine o alla violenza, sommossa e oltraggio a uno Stato estero.

I procedimenti erano stati archiviati in dicembre in quanto i sospetti nei confronti degli interessati non erano potuti essere confermati. Non esistevano registrazioni video del crimine. Il Consolato generale turco aveva impugnato queste decisioni davanti al Tribunale cantonale. Tale istanza aveva respinto i ricorsi relativi all'archiviazione dei procedimenti per danneggiamenti e rifiutato di entrare in materia riguardo alle altre infrazioni.

Nella sentenza pubblicata oggi il TF ha sconfessato a sua volta la Repubblica della Turchia rappresentata dal Consolato. Riguardo all'archiviazione dei procedimenti per danneggiamento ritiene che i ricorsi non rispondono alle esigenze di motivazione, per gli altri reati la giustizia zurighese ha giustamente negato la legittimazione ad agire del Consolato.

I giudici di Losanna ricordano che secondo il codice di procedura penale, solo la persona lesa ha il diritto di sporgere denuncia. Una persona è considerata "lesa" se i suoi diritti sono stati violati direttamente dal reato. Secondo il parere del TF, questo non è il caso del Consolato Generale. La denuncia aveva quindi un errato mittente.

In conclusione il Tribunale cantonale ha considerato correttamente che il Consolato turco è stato attaccato solo indirettamente dalle infrazioni commesse il 1. maggio del 2017.

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Ultimo aggiornamento: 2019-10-14 10:49:12 | 91.208.130.87