20 minutes - David Ramseyer
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GINEVRA
11.09.2019 - 12:010
Aggiornamento : 14:01

Miracolo in strada: questo bimbo è nato in macchina

Gabriel non ha aspettato di arrivare in ospedale. Fortunatamente tutto è andato bene, ma «è sempre meglio chiamare il 144»

GINEVRA - Si chiama Gabriel, è nato il 4 settembre e sta bene. Una settimana fa è venuto al mondo sul sedile posteriore dell’auto di famiglia, mentre il papà guidava a tutta velocità verso l’ospedale universitario (HUG) di Ginevra. Una storia con un lieto fine, perché fortunatamente tutto è andato bene.

La mamma di Gabriel, Jessica, ha 29 anni. Alle 21 dello scorso mercoledì, nonostante non avesse ancora portato a termine la gravidanza (la seconda), ha iniziato ad avere le contrazioni. Si è subito messa in macchina insieme al marito per raggiungere l’ospedale, che si trova a mezz’ora da casa.

Ma durante il tragitto qualcosa è andato storto: le contrazioni sono aumentate, sono diventate più violente e le si sono rotte le acque. «Ho seguito il mio istinto e i segnali che il mio corpo mi mandava - racconta la donna a 20 minutes -. Ho spinto e il mio bambino è nato». La 29enne ha liberato il corpo del piccolo dal cordone ombelicale, che era attorcigliato, gli ha dato una piccola pacca e lui ha emesso un urlo. «Poi più niente. L’ho avvolto nei miei vestiti, ma ho avuto paura».

Il papà, al volante, percorreva la strada con il finestrino abbassato, urlando che stava per nascere suo figlio, con le quattro frecce accese. Quando è riuscito finalmente a raggiungere l'ospedale, ha suonato il clacson e si è catapultato fuori dall’auto per cercare aiuto. «Sono scesa dalla macchina con mio figlio in braccio e mi hanno accolta con un applauso. Si sono presi immediatamente cura di noi».

Jessica e Gabriel ora stanno bene. «Ci tengo a lodare anche mio marito - conclude lei -. Nonostante lo stress, non ha guidato in modo sconsiderato per non mettere in pericolo la nostra vita».

Sui 5’300 casi di nascite annuali nel canton Ginevra, sono una ventina le donne che partoriscono prima dell’arrivo in ospedale. La metà di queste avviene in ambulanza, mentre l’altra “al telefono”. Quando il bambino non aspetta, dall’altra parte della cornetta un medico segue in diretta il parto e aiuta i genitori.

Quello di Jessica è un caso estremamente raro. «Sono uno o due all’anno le nascite senza assistenza - precisano dall’HUG -. Una volta una donna ha partorito sulle rive del fiume Arve, da sola, sulla sabbia, in pieno inverno». E sottolineano: «È sempre meglio chiamare il 144, anche se ci si trova in auto sul tragitto verso l’ospedale. È preferibile raggiungere la struttura in ambulanza, dove la mamma riceverà l’assistenza necessaria».

Commenti
 
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pillola rossa 11 mesi fa su tio
Miracolo in quanto evento sovrannaturale? Ma Gabriele non era l'arcangelo che ha ingravidato la vergine? Confused... :-)
Angelo Michele Maiorano 11 mesi fa su fb
Cavolo, con sta caccia, ai volatili aperta le cicogne hanno sospeso le consegne
albertolupo 11 mesi fa su tio
Sì perché già dalla notte dei tempi, quando ancora si abitava nelle caverne, tutte le donne vanno alla clinica S.Anna a partorire...
Filippo Guscetti 11 mesi fa su fb
Miracolo 😂😂😂😂
Katia Claire 11 mesi fa su fb
Miracolo? È l’unico bimbo nato in strada?
Mitsh Mitsh 11 mesi fa su fb
Auguri Gabriel... 👼👼👼
Dilma Elena Cruise 11 mesi fa su fb
Tutti giorni in Brasile il bimbi nascono in machina, in strade , corridoi bagni...
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