Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
04.08.2019 - 10:110

La sua amante come consulente speciale all'UNRWA

La carica creata dal direttore dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi è stata finanziata dalla Svizzera. IL DFAE non rivela la cifra sborsata

BERNA - Nuovi dettagli vengono rivelati sugli abusi presso l'Agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi (UNRWA): secondo quanto riportato oggi dalla SonntagsZeitung, un rapporto interno della commissione di etica afferma che il suo direttore, Pierre Krähenbühl, non solo ha creato un «clima di lavoro tossico», ma ha anche istituito nel 2015 un posto di «consulente speciale» per la sua amante. Il posto è stato finanziato dalla Svizzera.

Il Dipartimento degli affari esteri (DFAE) ha confermato a Keystone-ATS che la Svizzera ha finanziato un posto di Senior Advisor presso il commissario generale dell'UNRWA tra il marzo 2015 il dicembre 2018. Come è il caso in tutte le altre organizzazioni partner del DFAE - viene precisato - quest'ultimo non può pronunciarsi sulle procedure di assunzione. A causa dell'inchiesta in corso all'Onu, sottolinea la SonntagsZeitung, il DFAE non vuole tuttavia rivelare la cifra di denaro e precisare la natura delle spese pagate.

Secondo il rapporto interno per numerosi collaboratori e finanziatori dell'UNRWA era chiaro che Krähenbühl - sposato - e la sua "consulente speciale" avessero una relazione.

La Svizzera e i Paesi Bassi questa settimana hanno deciso di sospendere temporaneamente i loro contributi all'UNRWA: la decisione fa seguito a un rapporto che mette in luce la cattiva gestione e gli abusi di potere commessi dai vertici dell'Agenzia.

Diretta attualmente dallo svizzero Pierre Krähenbühl, l'UNRWA è confrontata con una crisi finanziaria senza precedenti dopo la revoca dei finanziamenti (300 milioni di dollari annui) da parte del governo americano.

I servizi di Ignazio Cassis hanno contattato l'Agenzia dell'Onu non appena sono venuti a conoscenza delle voci concernenti l'esistenza di un'inchiesta in corso da parte dei servizi di controllo interni dell'Onu (OIOS). Hanno pregato l'organizzazione di informarli tempestivamente sulla vicenda. In funzione dei risultati dell'inchiesta, il DFAE deciderà se sia il caso di prendere ulteriori misure.

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