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SVIZZERA
21.07.2019 - 12:560

All'università aumentano gli studenti con problemi psichici

Attacchi di panico, disturbi del sonno, depressioni. Sono queste le patologie di cui soffrono molti studenti universitari che si rivolgono agli organi di consulenza attivi negli atenei.

BERNA  -  Il numero di giovani, si parla ormai di migliaia, con problemi non fa che crescere, tanto che gli stessi psicologi sono sommersi di lavoro, scrive oggi il "SonntagsBlick".

La vita dello studente fatta di tanto tempo libero e feste, come spesso viene immaginata, ha anche un rovescio della medaglia molto meno piacevole: giornate intense, pressioni per fare sempre meglio e in molti casi lavori saltuari per mantenersi.

Venti percento in più da un anno all'altro - Dal rapporto annuale del Centro di consulenza psicologica dell'Università di Zurigo e del Politecnico si deduce che nel 2018, 1765 persone hanno contattato gli psicologi, il 20% in più rispetto all'anno precedente. In totale, sono state eseguite 3320 consultazioni. Nel 2015, gli studenti rivoltisi a questi servizi erano 1243.

Una situazione simile si constata anche nelle università di Basilea e San Gallo, atenei in cui si registra un aumento costante di richieste di consulenza da parte degli iscritti, siano studenti o dottorandi. Secondo il settimanale, queste cifre rappresentano solo la punta dell'iceberg, dal momento che non tutti i giovani si rivolgono ai servizi specializzati messi a disposizione dall'università.

Attacchi di panico - Stando a Markus Diem, a capo del servizio di consulenza psicologica dell'università di Basilea, questa situazione va avanti da anni, e riguarda sia la Svizzera che la Germania. Sempre più spesso si annunciano persone con sintomi di depressione da leggeri a medio-gravi o vittime di attacchi di panico. Circa l'80% dei casi, indica lo specialista al giornale, viene trattato con successo, gli altri vengono dirottati verso uno psicoterapeuta.

I motivi - Le ragioni di tale incremento sono diverse. Diem cita l'isolamento di cui soffrono molti studenti a causa della digitalizzazione, la pressione sociale per migliorarsi costantemente, ma anche la tendenza a soffocare i sentimenti negativi.

Fatljume Halili, dell'associazione studentesca Mind-Map volta a promuovere il benessere psichico, la pensa allo stesso modo. La pressione a fare sempre di più e meglio è accentuata all'università. Col sistema di Bologna, inoltre, il percorso formativo è diventato più corto e intenso, ciò che non tiene conto del fatto che molti giovani hanno un lavoro parziale per mantenersi agli studi.

Uno studente su cinque ha problemi di salute - Secondo una ricerca pubblicata lo scorso novembre (anno di riferimento: 2016) dall'Ufficio federale di statistica (UST), circa uno studente universitario svizzero su cinque affermava di avere problemi di salute. Il 94% della popolazione dai 20 ai 35 anni riteneva che il proprio stato di salute generale fosse buono o molto buono, mentre fra gli studenti della stessa età la quota era del 77%.

Per gli esperti dell'UST, questa differenza potrebbe essere dovuta al cumulo di varie difficoltà. Ai vincoli generali che comportano gli studi, per circa i tre quarti degli studenti si aggiunge l'onere di esercitare un'attività remunerata. Inoltre, rispetto alla popolazione della stessa età, gli studenti devono in media fare più spesso i conti con privazioni materiali, dispongono di un reddito più basso e sono meno soddisfatti della loro situazione finanziaria.

Commenti
 
MIM 3 sett fa su tio
Questa società non rispetta più l'essere umano. Sin da bambini si inculcano pensieri, e spiegazioni che i bambini stessi non richiedono. Cribbio, lasciate vivere ai bambini la loro età; ogni cosa a suo tempo, altrimenti sforniremo tanti tanti tantissimi giovani a cui hanno tolto (per istruzione dicono gli "esperti") la fantasia, i sogni. E senza quelli è tutto terribilmente più difficile.
Sarah Ninna 3 sett fa su fb
Il mondo è diventato troppo stressante per tutti. Nessuno ha più una vita tranquilla e spensierata, già da bambini.
Rüben Rota 4 sett fa su fb
Perché vogliamo parlare dei professori ?
Roberta Cardinale 4 sett fa su fb
È una cosa logica, la maggior parte di questi studenti sono stati costretti dai loro genitori, cominciando nelle medie a togliere loro attività sportive ed Hobbys.
Paul Vega 4 sett fa su fb
Solo all'uni e solo gli studenti? Ci sono tantissime persone - tra bambini e adulti con problemi psichiatrici, non diagnosticati - che vivono senza alcun tipo di assistenza psichiatrica/psicologica o farmacologica.
Maurizio Roggero 4 sett fa su fb
Se già non tengono la pressione nel mondo dello studio addio quando arriveranno nel mondo del lavoro....
Francesco Bellopede 4 sett fa su fb
Maurizio Roggero che generazione ci aspetta? Non sono pronti al sacrificio, hanno problemi depressivi gia da piccoli, quando nel fiore della vita per la voglia di imparare dovrebbero scalare montagne...i valori non esistono... Quanta pochezza... Mi chiedo se sia colpa della società o dei genitori?
Maurizio Roggero 4 sett fa su fb
Francesco Bellopede indubbiamente la società poi anche molti genitori giocano un ruolo importante.... Vedremo dove tutto questo ci porterà, sono proprio curioso...
Tanja Todorovic 4 sett fa su fb
Francesco Bellopede Nel primo semestre del mio Master ho avuto 6 esami in un giorno e mezzo (4 il primo giorno e 2 il mattino dopo), tra l’altro con solo 6 giorni di studio a disposizione dopo la fine del semestre. Se avessi bocciato qualcosa avrei dovuto aspettare un anno per ripetere la/le materia/e bocciata/e e avrei avuto un solo tentativo. Aggiungici la necessità di lavorare come scritto nell'articolo... Sono i regolamenti troppo restrittivi che ti portano a star male, non il fatto di essere indisposti a fare sacrifici.
Patrizia Ronconi 4 sett fa su fb
Francesco Bellopede Credo sia molto colpa dell'educazione data, non solo dai genitori, ma anche da questa tendenza a non voler "causare traumi" quindi - ad esempio - niente voti bassi o bocciature alle scuole superiori. Mentre la vita è un susseguirsi di momenti dove bisogna dare il meglio di sé e loro non sono stati formati per questo.
Maurizio Roggero 4 sett fa su fb
Tanja Todorovic un paio di domande. Quei sei esami si riferivano a materie che hai avuto per tutto il semestre giusto? Oltre a quelle sei materie d’esame hai avuto altre materie durante il semestre? Quante prove d’esame avete fatto prima dell’esame vero e proprio?
Tanja Todorovic 4 sett fa su fb
Maurizio Roggero 1) Tutto il semestre (è piuttosto normale) 2) Una (esame intermedio, più essay dopo gli esami). 3) Nessuna.
Maurizio Roggero 4 sett fa su fb
Tanja Todorovic grazie 😊
Romy Ribi 4 sett fa su fb
Tanja Todorovic Credo tutti e due!
Francesco Bellopede 4 sett fa su fb
Tanja Todorovic ti capisco... infatti per il lavoro che faccio oggi ho dovuto dare circa una 20 ina di esami nel primo periodo, e lavorando al 100 %, poi dopo questi ce un ulteriore esame a livello federale che riguarda circa 10 o piu temi... abastanza ampi, oltre i codici(Cc, Co, etc) Il mio pensiero non è tanto rivolto all articolo e non voleva generalizzare... Infatti mi rifaccio a quello che vedo tutti i giorni quotidianamente, a 18 anni non puoi andare in assistenza ti parla una persona che a 16 anni faceva due lavori. Nella vita esistono tante sfide, quando ci sembrano troppo alte pensiamo a chi non ha davvero avuto questa possibilità sul serio, ci sono persone senza arti che fanno i motivatori di lavoro è paradossale questa cosa.
Tanja Todorovic 4 sett fa su fb
Francesco Bellopede Sono d’accordo sul tuo discorso. Qui si parla di studenti che vanno in depressione...sono persone che probabilmente ci tengono molto a finire e per questo soffrono.
Mikhael Marazzi 4 sett fa su fb
Ho finito li studi e ora lavoro. Non tornerei agli studi manco con la pistola alla testa. La pressione è la fatica e la stessa solo che agli studi lo è 24/7 e con poche gratificazioni
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