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26.06.2019 - 11:420
Aggiornamento : 12:15

Pilatus via da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti

Lo ha deciso il DFAE, secondo cui i servizi forniti violano la legge, poiché incompatibili con gli obiettivi di politica estera di Berna. Sporta anche denuncia al Ministero pubblico

BERNA - Pilatus deve ritirarsi dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti. Lo ha deciso la Direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) che, in applicazione della legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all'estero (LPSP), ha vietato le attività del costruttore di aerei nei due Paesi.

Pilatus ha ora 90 giorni per lasciare Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Non vi sono invece elementi per emettere lo stesso provvedimento per quanto riguarda Qatar e Giordania, indica in un comunicato odierno il DFAE.

La competente direzione del dipartimento ha esaminato i servizi di supporto della società nei quattro Stati arabi, che includono il supporto tecnico, la gestione dei pezzi di ricambio e la risoluzione dei problemi relativi al velivolo PC-21 e ai simulatori.

Stando al DFAE, queste attività rappresentano un sostegno a forze armate e sono quindi soggette all'obbligo di notifica secondo la LPSP. Dopo aver esaminato la situazione, si è giunti alla conclusione che i servizi forniti da Pilatus violano la legge, poiché incompatibili con gli obiettivi di politica estera di Berna.

La Direzione politica del DFAE è inoltre dell'avviso che esistano indizi secondo cui il costruttore nidvaldese non abbia rispettato l'obbligo di notifica previsto dalla legge. Ha dunque sporto denuncia presso il Ministero pubblico della Confederazione.

Sollecitata dall'agenzia Keystone-ATS, Pilatus ha fatto sapere che analizzerà la portata della decisione e la commenterà a tempo debito.

Mandato a Riad, DFAE all'oscuro - Lo scorso ottobre era emerso che Pilatus aveva concluso con Riad un contratto di manutenzione della flotta di PC-21. Il DFAE, che non era stato informato, sospettando una violazione della LPSP ha esaminato il mandato.

L'accordo prevedeva che il fabbricante con sede a Stans (NW) si occupasse per un periodo di cinque anni di 55 velivoli stazionati nella capitale saudita. Le attività di Pilatus in Arabia hanno sollevato interrogativi soprattutto in relazione al coinvolgimento della monarchia nel cruento conflitto civile che insanguina lo Yemen dal 2015.

Nello Yemen, il governo riconosciuto internazionalmente è in guerra con i ribelli huthi, le cui postazioni sono regolarmente bombardate dai sauditi e dalla coalizione da loro guidata. Questi attacchi dal cielo hanno causato innumerevoli vittime tra la popolazione.

Non solo Arabia Saudita - La legge svizzera è entrata in vigore nel settembre 2015. Stando alla LPSP, le società che forniscono prestazioni di sicurezza oltre frontiera sono obbligate ad annunciarsi. In caso di mancato rispetto di tale dovere, il DFAE può vietare le attività. Violare l'obbligo di notificazione può essere sanzionato con una pena privativa di libertà di al massimo un anno e con una multa.

Il DFAE aveva avviato un procedimento, precisando che non riguardava solo l'Arabia Saudita, ma anche i servizi offerti da Pilatus in altri Paesi, non specificando quali. Gli Emirati Arabi Uniti non erano dunque mai stati ufficialmente menzionati, anche se fonti di stampa avevano ipotizzato il loro coinvolgimento, così come quello del Qatar.

Il costruttore aeronautico nidvaldese aveva da parte sua respinto le accuse. Secondo il presidente del consiglio di amministrazione Oscar Schwenk, le autorità federali erano state informate in modo esaustivo sul contratto firmato e la sua azienda disponeva di tutti i permessi necessari. Quanto rimproverato a Pilatus è assolutamente falso e completamente assurdo, aveva sostenuto il manager a suo tempo.

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