Coop/Heiner H.Schmitt jr.
Il CEO di Coop Joos Sutter rilascia un'intervista mentre dona il sangue.
SVIZZERA
16.05.2019 - 07:050
Aggiornamento : 11:02

«Per una buona causa mi unirei anche alla Migros»

Il capo di Coop Joos Sutter è il primo CEO che rilascia un’intervista mentre dona il sangue. Lo fa in vista della giornata della buona azione

BASILEA - Lo troviamo sdraiato su un lettino, mentre dona il sangue. È in questa particolare situazione che il CEO di Coop Joos Sutter ci concede un’intervista. Il motivo? L’azienda lancia la giornata della buona azione.

Joos Sutter, la giornata della buona azione è un appuntamento che sa più di scout che di commercio al dettaglio... Lei era uno scout?
«No. Sono cresciuto nei Grigioni, così vicino alla natura che comunque ho trascorso la maggior parte del mio tempo libero nel bosco. Ma capisco che si faccia il collegamento con gli scout. Per noi è importante riuscire a spingere le persone a fare delle buone azioni. Tra l’altro, anche gli scout partecipano alla giornata della buona azione».

Come le è venuta l’idea di lanciare una giornata della buona azione?
«Volevamo fare qualcosa nell’ambito dell’impegno sociale. E riuscire a motivare gli altri a partecipare, anche postando le loro azioni con l’hashtag #GiornataDellaBuonaAzione. La giornata dovrebbe anche spingere le persone a ripetere il loro impegno in altre occasioni. Un po’ come è capitato a me: è dalla scuola reclute che non andavo a donare il sangue. Grazie alla giornata della buona azione spero di rifarlo regolarmente in futuro».

Ora lei è il primo CEO svizzero che rilascia un’intervista mentre dona il sangue. Come si sente dopo la puntura?
«Non ho paura degli aghi. E non mi gira la testa. Mi preoccupa di più il fatto che da tempo non mi sottopongo a un check-up della salute: ora i miei valori saranno controllati».

Quante persone parteciperanno alla giornata della buona azione?
«Ogni giorno nei nostri negozi contiamo fino a 1,5 milioni di clienti. Se anche soltanto una piccola parte di loro si lascerà ispirare, avremo ottenuto qualcosa. La giornata della buona azione si basa sulle idee. Idee che possono essere anche messe in relazione coi nostri negozi: dal trasporto degli acquisti alla spesa con una persona disabile. Uno spunto è sufficiente per una buona azione: per esempio andare a trovare persone che non si vedono da molto tempo».

Qual è il suo rapporto personale con le buone azioni? Un CEO riesce a trovare il tempo per farle?
«Il tempo lo si trova sempre. Bisogna semplicemente prenderselo. In occasione della giornata della buona azione del prossimo 25 maggio parteciperò a un’azione di pulizia di un torrente organizzata dal WWF. Inoltre, regolarmente mi impegno per proteggere la natura. E sono membro di organizzazioni per la protezione della natura. È una questione che per me è molto importante».

Le buone azioni fanno anche bene alla coscienza. Cosa ne pensa?
«Le buone azioni vanno fatte con il cuore. Altrimenti più tardi si rischia di pentirsene. Quando mi impegno, non lo faccio perché mi sento la coscienza sporca. Spesso si tratta di fare un piacere a qualcuno. E nella maggior parte dei casi, più in là il piacere torna indietro».

A volte si sente in colpa?
«A volte devo prendere delle decisioni che hanno delle conseguenze gravi sul personale, come una ristrutturazione o una delocalizzazione. Si tratta di decisioni che talvolta sono purtroppo inevitabili. E le conseguenze mi tengono impegnato. È sbagliato credere di poter compensare le decisioni difficili con le buone azioni».

Ha già donato quasi 200 millilitri di sangue. Ora passiamo alla domande scomode: una buona azione potrebbe forse passare dall’eliminazione di determinati articoli dall’assortimento?
«Lo facciamo continuamente. Da anni, per esempio, nei nostri negozi non si trova più fois gras. E vendiamo soltanto pesce sostenibile. E per i prodotti a marchio proprio utilizziamo soltanto olio di palma biologico e prodotto in maniera sostenibile».

E come si comporta invece per quanto riguarda la plastica?
«Dall’assortimento togliamo i bastoncini per le orecchie di plastica. In questo modo risparmiamo dieci tonnellate di plastica all’anno. Se possibile, i prodotti bio li vendiamo non confezionati. E nel settore del take-away, da Sapori e Karma i clienti possono portare il proprio contenitore. Inoltre, nell’ambito della frutta e della verdura puntiamo sui sacchetti riutilizzabili. Attualmente ne sono in circolazione già 600’000».

Scambierebbe il suo ufficio con un lavoro alla cassa per fare una buona azione?
«Sì, certo. Ogni anno la dirigenza Coop lavora un giorno direttamente sul campo. Ci è già capitato di iniziare a lavorare alle quattro del mattino per Coop@Home. O di sfornare pane alla panetteria di Schafisheim. Quest’anno daremo una mano nel nuovo centro logistico di Fust».

Per una buona causa, lavorerebbe anche con il CEO Migros Fabrice Zumbrunnen? D’altronde è un suo rivale...
«Certo, per una buona causa mi metterei anche con il capo di Migros Fabrice Zumbrunnen. Non ho assolutamente paura di entrare in contatto con lui».

Ora ha donato 446 millilitri di sangue. Come si sente?
«Non mi alzo ancora. È chiaro: mi sento un po’ più debole del solito, ma sto bene. Perlomeno i miei valori del sangue sembrano essere a posto».

Questo articolo è stato realizzato in vista della Giornata della buona azione. Più informazioni in merito si trovano qui.

Insieme a partner come la Croce Rossa Svizzera e il WWF, Coop lancia la “Giornata della buona azione”. Un appuntamento con cui si vogliono incoraggiare le persone di tutta la Svizzera a fare del bene.

La giornata si terrà per la prima volta il 25 maggio 2019. E anche tu puoi partecipare! Condividi le tue buone azioni sui social media con l’hashtag #GiornataDellaBuonaAzione e sarai fonte d’ispirazione per gli altri!

Tutti i contenuti condivisi e altre informazioni sulla Giornata della buona azione si trovano qui.

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