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08.05.2019 - 06:020
Aggiornamento : 08:03

L'esportazione dei rifiuti di plastica è agli sgoccioli

Materiale destinato al riciclaggio che viene portato in Asia. Una conferenza internazionale vuole limitare il fenomeno

GINEVRA - In Europa vengono raccolti per essere riciclati, ma poi vengono esportati in Asia. È quanto capita a una parte dei rifiuti di plastica. Ma una volta arrivati a destinazione, non tutti possono essere trattati correttamente. E una buona parte finisce quindi nelle acque dell’oceano. Un fenomeno, questo, a cui vuole ora porre fine la conferenza internazionale sui rifiuti di Ginevra.

Di cosa si tratta?

Anche se i rifiuti di plastica finiscono nella raccolta differenziata, non sempre è possibile riciclarli. La procedura risulta più complicata in particolare quando il materiale è sporco, per esempio con residui di medicamenti o di olio per motori. Oppure quando la plastica non è suddivisa per tipo o si tratta di un contenitore rivestito, come sottolinea Kurt Röschli dell’associazione Swiss Plastics interpellato da 20 minuti. In questi casi diversi paesi optano per l’esportazione dei rifiuti di plastica.

E dove vanno a finire?

Per anni milioni di tonnellate di plastiche “difficili” finivano in Cina, dove venivano selezionate o pulite, quindi ridotte in granuli per essere riciclate. Ma dal 2018 questa procedura è diventata troppo complicata e costosa anche per i cinesi, che hanno dunque smesso di accettare questo genere di rifiuti. Ora la plastica viene portata in altri paesi asiatici, quali la Malesia, l’India o l’Indonesia. Non è però chiaro se là i rifiuti d’esportazione possano essere sottoposti a una procedura di riciclaggio o comunque a uno smaltimento sicuro.

Allora cosa deve cambiare?

Nell’ambito della conferenza internazionale sui rifiuti circa 200 stati (e quindi quasi tutto il mondo) voterà una richiesta avanzata dalla Norvegia: questa prevede che la plastica contaminata e non selezionata possa essere esportata soltanto se il paese di destinazione lo consente. Non si tratta di un divieto, ma fa diventare lo scambio dei rifiuti una questione di stato.

Qual è il ruolo della Svizzera?

La Svizzera sostiene la proposta della Norvegia e vuole pertanto rendere più difficile questo tipo di esportazione. E si batte anche per una cooperazione internazionale contro l’impatto ambientale dei rifiuti di plastica, come spiega l’Ufficio federale dell’ambiente. In sostanza: la Svizzera vuole sostenere soluzioni globali al problema dei rifiuti.

Anche la Svizzera esporta rifiuti di plastica?

Ne esporta circa sessantamila tonnellate, che equivalgono all’incirca all’8% delle plastiche che finiscono nella differenziata. Ma l’esportazione non avviene verso l’Asia, bensì soprattutto verso la Germania, dove il materiale viene trattato e quindi riciclato. Lo afferma ancora Kurt Röschli dell’associazione Swiss Plastics. Secondo lui non ci sarebbe però nessuna contraddizione nel fatto che la Germania risulta essere tra i principali esportatori di rifiuti di plastica verso l’Asia.

Cosa accadrà con la plastica quando l’esportazione sarà limitata?

Non è chiaro. Il principale obiettivo delle restrizioni è di promuovere il riciclaggio o il corretto smaltimento del materiale, anche nel caso che venga esportato. Greenpeace Svizzera chiede che la Svizzera e altri paesi rinuncino completamente all’esportazione dei rifiuti di plastica: «Dobbiamo cavarcela da soli» dice il portavoce Yves Zenger, secondo cui la Svizzera dovrebbe bandire gli imballaggi di plastica.

Commenti
 
Paolo Mac 7 mesi fa su fb
Ecco così vediamo gli pseudo ecologisti col culo degli altri dove penseranno di poter buttare i frutti del nostro benessere, che altri ora pagano!
Max Bartolini 7 mesi fa su fb
Ogni nazione dovrebbe essere obbligata a gestirsi, reciclare e smaltire tutta l'immondizia che crea... troppo facile scaricare nei paesi poveri. In questa maniera nessuna nazione evolverà e quelle povere saranno soffocate dai rifiuti
GI 7 mesi fa su tio
sembra utopico che piccoli paesi come la Svizzera e la Norvegia possano "muovere" gli altri.....ovvio che se nessuno si muove.....qualcuno, comunque, ci "pappa" alla grande....
Nmemo 7 mesi fa su tio
C’è qualcuno pronto a “mettere una mano sul fuoco” per garantire che la plastica, una delle golosità per le mafie ambientali, non finisca in discariche incontrollate in Africa, nel S-E asiatico o altrove? Perennemente è bruciata a fuoco vivo con immissioni che si riversano sul pianeta, ma mai tali scorrettezze, sono state oggetto in loco di manifestazioni da parte degli integralisti ambientali nostrani che preferiscono la pacifica Piazza della foca.
Masta206 7 mesi fa su tio
ma infatti non si parla di PET...
jena 7 mesi fa su tio
... e pensare che ci sono ditte locali che trasformano il PET in lastre che termosaldate servono a ricoprire bacini, vasche ecc...
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Ultimo aggiornamento: 2019-12-12 00:19:30 | 91.208.130.89