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SVIZZERA/MONDO
20.04.2019 - 09:350
Aggiornamento : 12:01

La luna "rosa" che illumina il cielo pasquale

Il nome dato al primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera ha origini antiche e può ingannare

BERNA - La luna piena della notte appena trascorsa è sempre stata considerata speciale, fin dall’antichità. Viene chiamata “rosa”, ma questo appellativo non ha nulla a che fare con il suo colore. Non siamo al cospetto di fenomeni astronomici particolari, ma con un rituale della natura che, con altri, ha sempre scandito il passare delle stagioni e del tempo.

Secondo la tradizioni dei nativi d’America il suo arrivo corrispondeva con la fioritura della Phlox subulata, una pianta selvatica dai fiori rosa-magenta, da qui "rosa". Per quanto riguarda invece la tradizione cattolica è presa come punto di riferimento per annunciare l'arrivo della domenica pasquale. Convenzione vuole, infatti, che Pasqua cada la prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera. E così, a questo momento astronomico si può trovare riferimento anche in altre religioni e culture di diversi parti del mondo. È simbolo di rinnovamento.

Quest’anno - dopo le 20 in Svizzera - la prima luna piena di primavera è stata ben visibile, poco lontana dalla sua distanza minima dalla Terra. Lo spettacolo continuerà fino alla serata di Pasquetta. Tutti con il naso all'insù dunque. Anche se non sarà rosa, questa luna saprà affascinare, come testimonia la gallery.

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