Secondo l'UDC parroci e pastori «avrebbero difficoltà a citare le verità bibliche»
BERNA
30.03.2019 - 14:440

Omofobia: probabile referendum sulla norma contro la discriminazione

La revisione mira a vietare espressamente le discriminazione basate sull'orientamento sessuale

BERNA - La popolazione svizzera sarà verosimilmente chiamata ad esprimersi sulla revisione della norma penale sul razzismo, che mira a vietare espressamente le discriminazione basate sull'orientamento sessuale. L'Unione democratica federale (UDF) ritiene che riuscirà a raccogliere le 50'000 firme necessarie entro l'8 aprile. Vi sono però critiche sui metodi di raccolta delle sottoscrizioni.

Lo scorso dicembre il Parlamento - basandosi su un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Mathias Reynard (PS/VS) - ha deciso di sanzionare penalmente anche questo tipo di discriminazioni.

Il comitato referendario "No alla legge di censura", composto principalmente da politici dell'UDF e dell'UDC, considera tutto ciò come una violazione della libertà di credo e di parola dei cittadini. Con l'estensione della norma penale, parroci e pastori «avrebbero, ad esempio, difficoltà a citare le verità bibliche», ha riferito a Keystone-ATS il presidente del comitato nonché presidente delll'UDF Hans Moser.

Finora sono state raccolte 44'000 firme e altre 18'000 sono ancora in fase di verifica nei Comuni, ha aggiunto Moser, confermando una notizia odierna di blick.ch. È dunque "sicuro che si arriverà al voto".

Critiche sulla raccolta firme - Venerdì scorso, Mathias Reynard ha duramente criticato i metodi applicati per la raccolta firme. «Mentre al referendum contro la mia iniziativa 'antiomofobia' rimangono solo pochi giorni per riuscire, gli oppositori utilizzano menzogne per far firmare la gente», ha denunciato il socialista sulla sua pagina Facebook. Lui stesso afferma di essere stato fermato per strada e invitato a firmare il testo presentatogli «come una raccolta firme per 'lottare contro l'omofobia nell'esercito'», come mostra in un video che ha pubblicato su Twitter.

«Questi sono metodi indegni che distruggono la fiducia nella nostra democrazia diretta», dice il politico su Facebook, aggiungendo che vi sono molte testimonianze di questo tipo provenienti da tutta la Svizzera.

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