Keystone (archivio)
Nel 2016 il 26enne aveva investito e ucciso un 21enne che stava attraversando le strisce pedonali a Emibois.
GIURA
26.03.2019 - 20:170

Investì e uccise un giovane, 30 mesi per un 26enne

Il tribunale penale di Porrentruy ha condannato l'automobilista per omicidio colposo. La pena è sensibilmente inferiore rispetto ai sei anni e mezzo richiesti dall'accusa

PORRENTRUY - Trenta mesi di detenzione, di cui dodici da scontare: è la pena inflitta a un automobilista giurassiano di 26 anni che nel novembre 2016 a Les Emibois (JU) investì e uccise un 21enne su un passaggio pedonale.

Il tribunale penale di prima istanza di Porrentruy (JU) lo ha ritenuto oggi colpevole di omicidio colposo. La pena è sensibilmente inferiore ai sei anni e mezzo chiesti dall'accusa, che si batteva per il riconoscimento dell'omicidio intenzionale con dolo eventuale. La difesa aveva da parte sua auspicato una sanzione con la condizionale.

La corte ha parlato di una colpa molto grave, di un comportamento scioccante che ha esposto a rischi sia il lo stesso conducente che altri utenti della strada. Ma l'imputato non aveva preso in considerazione la morte del pedone: non vi è quindi l'intenzionalità, ma solo la negligenza.

Al momento dello scontro, intorno all'una di notte, la vettura guidata dal giovane viaggiava tra gli 80 e i 94 km/h, stando a una perizia tecnica, mentre la velocità massima consentita sul tratto di strada in questione era di 60. Il conducente era pure sotto l'influsso dell'alcool.

Un secondo automobilista presente quella notte sul luogo della tragedia è stato condannato a una pena pecuniaria di 12'000 franchi (120 aliquote giornaliere da 100 franchi) sospesa con una condizionale di due anni, per istigazione alla falsa testimonianza e violazione della legge sulla circolazione stradale.

Per quest'ultimo la procura aveva proposto quattro anni di carcere per omicidio colposo. Il tribunale si è però rifiutato di seguire la tesi promossa dal ministero pubblico, secondo cui i due conducenti avevano inscenato una sorta di gara illegale sulla strada pubblica. Non vi sono elementi che accreditino questa ipotesi, ha affermato la corte.

Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-12-08 11:07:06 | 91.208.130.87