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Keystone (archivio)
Secondo il comitato promotore, il voto elettronico costituisce una «grave minaccia per la democrazia diretta»
SVIZZERA
16.03.2019 - 16:260

Voto elettronico «caro e manipolabile», parte la raccolta firme

Un'iniziativa intende chiedere una moratoria sul tema. Il comitato deve raccogliere 100mila firma entro il 12 settembre del 2020

Voto elettronico: pericoloso o no?

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Il voto elettronico è oggi facilmente manipolabile, inutilmente caro e non porta alcun beneficio concreto: ne è convinto il comitato promotore dell'iniziativa "per una democrazia sicura e affidabile", che oggi a Lucerna ha dato il via alla raccolta delle firme per chiedere una moratoria sul tema.

«Il voto elettronico rappresenta una grave minaccia per la democrazia diretta», affermano i proponenti in un comunicato odierno. La Svizzera sta diventando un obiettivo interessante per i pirati informatici elvetici e stranieri: la fiducia nei sistemi elettorali e di voto viene messa in forse.

La Confederazione - si legge nella nota - porta avanti i suoi progetti di e-voting con «eccessivo zelo», nonostante la loro scarsa utilità: non vi sarà infatti alcun aumento dell'affluenza alle urne, né le procedure saranno semplificate. I sistemi di voto elettronico odierni sono insicuri, facilmente manipolabili e troppo costosi: occorre quindi «staccare la spina», affermano gli iniziativisti.

Il comitato precisa che non è composto da nemici della tecnologia: al contrario, vi fanno parte solamente persone affini all'informatica, molte delle quali lavorano nel ramo. «Se mai sarà possibile votare elettronicamente senza rischi, saremo i primi ad avere una visione positiva dell'introduzione del canale di voto elettronico», si afferma.

L'iniziativa introduce nella Costituzione il divieto dell'e-voting. Si tratta però di una moratoria, perché la proibizione potrebbe essere revocata, al più presto cinque anni più tardi, se dovessero essere adempiute varie condizioni concretamente descritte in una disposizione transitoria.

Il testo è stato pubblicato sul Foglio federale il 12 marzo. Gli iniziativisti hanno quindi tempo sino al 12 settembre 2020 per raccogliere le 100'000 firme necessarie per portare il tema davanti al popolo.

Commenti
 
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Cleofe 2 anni fa su tio
ma se non siamo neanche capaci di stampare le schede del giusto colore (scheda verde nella busta blu) cosa vi inventate ? piuttosto, fate piazza pulita di questa gente daltonica !
volabas 2 anni fa su tio
@Cleofe piu' che daltonica, direi che è gente che lavora con sufficienza, tanto la paghetta a fine mese è assicurata
Evry 2 anni fa su tio
Assolutamente inaffidabile e taroccabile !!!!
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