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SVIZZERA
14.03.2019 - 06:220

Replay-Tv: a guardarla di più sono i ticinesi e i romandi

Da un sondaggio di Comparis sulla fruizione di tv e radio emerge che ticinesi e romandi guardano significativamente più Replay-Tv rispetto agli svizzero tedeschi

ZURIGO - Secondo l’indagine, svolta lo scorso mese di gennaio interpellando 1047 persone, è emerso che a usufruire del servizio Replay-Tv è il 78% dei ticinesi, il 77% dei romandi e, infine, con una percentuale pari al 62%, gli svizzero tedeschi.

«L’aumento dell’utilizzo della Replay-Tv nella Svizzera romanda e in Ticino - spiega l’esperto di Comparis Jean-Claude Frick - è probabilmente dovuto alla maggiore fruizione di emittenti private straniere con molta pubblicità e con trasmissioni il cui inizio slitta a un orario differente rispetto alle nostre abitudini».

«La Replay-Tv offre contenuti televisivi classici ed è dotata di funzioni moderne e simili a quelle del web. Per questo motivo è molto apprezzata», aggiunge Frick.

Nonostante le comodità offerte dai dispositivi mobili, con l’89% delle preferenze, gli apparecchi tv restano la maggiore fonte di fruizione televisiva e di streaming: difatti, solo il 37% degli intervistati guarda la tv sugli smartphone, così come soltanto il 19% utilizza un tablet per lo stesso motivo.

Per quanto riguarda lo streaming, il 55% degli interpellati afferma di fruire di tale servizio utilizzando la tv, mentre a utilizzare un pc o notebook la percentuale scende - seppur di poco - al 53%. Per lo streaming vengono utilizzati comunque spesso anche gli smartphone (44%), mentre i tablet soltanto nella misura del 21%.

Quanto ai contenuti video, le emittenti tv pubbliche restano le più popolari (71%), prevalentemente negli over 55. Davanti ai canali televisivi privati - con il 50% delle preferenze - si colloca YouTube con il 58%. Netflix, seppur, molto popolare, raggiunge il 31%.

«YouTube è diventato indispensabile per la fruizione di video», continua Frick. «Le emittenti tv stanno infatti tentando di raggiungere il pubblico giovane, pubblicando direttamente su YouTube i loro contenuti».

Poi, si arriva alla fruizione radiofonica: le emittenti pubbliche restano tuttora in testa, con il 64%, contro il 52% delle private.

E, infine, ai servizi di streaming audio come Spotify o Apple Music: il 51% degli intervistati con meno di 36 anni afferma utilizzare tali piattaforme quale fonte primaria per l’ascolto di musica o altri contenuti audio.

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