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SVIZZERA
03.03.2019 - 12:380
Aggiornamento : 13:56

Bus e treni, i conducenti hanno problemi di sonno

A lanciare l'allarme è il sindacato dei trasporti. In aumento anche i disturbi legati all'appetito e alla digestione

BERNA - I conducenti dei bus e dei treni hanno problemi di sonno. E i per i passeggeri non è una notizia rassicurante. A lanciare l'allarme è il Sindacato del personale dei trasporti (Sev), che ha riscontrato un aumento «significativo» anche dei disturbi legati all'appetito e alla digestione tra i propri iscritti. 

Al sondaggio condotto dal sindacato hanno partecipato, nel 2018, circa 500 conducenti di mezzi pubblici in Svizzera. Confrontando i risultati con quelli di un'indagine analoga condotta nel 2010, emerge un peggioramento delle condizioni di lavoro su diversi fronti, si legge in un comunicato diffuso oggi dal Sev. 

«Certi elementi, come il fatto che il lavoro notturno appare meno faticoso, indicano che la fatica è visibile attraverso altri canali» ha dichiarato il segretario del Sev-settore bus Christian Fankhauser. «Di fatto si constata un processo di interiorizzazione dello stress che si esprime anche attraverso un aumento significativo delle malattie legate all’appetito e all’’apparato digestivo, in tutte le fasce di età, e un aumento dei disturbi del sonno».

Allo stress contribuirebbe anche l'aumentata aggressività dei passeggeri e di altri utenti della strada. Mentre la scarsa presenza delle donne-conducenti «si spiega, presumibilmente, proprio con il tipo di condizioni di lavoro che rendono difficile la compatibilità tra vita professionale e vita privata». Non a caso il mestiere risulta poco attrattivo e «le azienda faticano a reclutare personale competente» sottolinea Fankhauser.

Un'altra osservazione inquietante: un terzo dei sondati ritiene di aver lavorato senza essere in pieno possesso dei propri mezzi. «Questa realtà deve far riflettere le aziende, in particolare in relazione alla sicurezza dell’utenza» sottolinea Christian Fankhauser. Le aziende - conclude il sindacato - dovrebbero «adottare politiche di gestione dell'assenteismo». Senza spingere i dipendenti al presenzialismo estremo: a scapito della salute (dei dipendenti) e della sicurezza (dei clienti). 

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