Keystone
ULTIME NOTIZIE Svizzera
SVIZZERA
1 ora
Il congedo di paternità conquista giovani e anziani
Ampio consenso per la proposta in votazione il prossimo 27 settembre, secondo il sondaggio di 20 minuti e Tamedia
FOTO
SAN GALLO
10 ore
Canyonista spagnolo scomparso: «Lo conosco, era molto esperto»
Alex Arnold spera ancora che possa essere ritrovato in buone condizioni, anche se è quasi impossibile.
SVIZZERA
10 ore
Un'auto in fiamme svela un cadavere
Ancora poco chiara la dinamica dell'incidente di questa sera a Wädenswil
SVIZZERA / LIBANO
13 ore
Solidarietà elvetica: raccolti oltre 3 milioni di franchi per Beirut
La colletta continua sul sito ufficiale della Catena della Solidarietà
SVIZZERA
15 ore
Manodopera residente, misure ritardate a causa del coronavirus
Il pacchetto era stato elaborato dal Governo lo scorso maggio
SCIAFFUSA
15 ore
Morta Esther Bührer, prima "senatrice" sciaffusana
È stata consigliera agli Stati dal 1979 al 1991.
SVIZZERA
17 ore
Tanti turisti svizzeri, ma non bastano
I pernottamenti sono in calo del 27%, stando al bilancio intermedio estivo tracciato da Svizzera Turismo.
SAN GALLO
17 ore
Tragedia in canyoning: «Erano esperti, venivano dalla Navarra»
Il quarto torrentista risulta ancora disperso. «Non c'è alcuna speranza di trovarlo in vita».
SVIZZERA
17 ore
Nuotate fatali per due uomini
Un 87enne svizzero è annegato nell'Untersee (TG). Un turista ceco è invece morto nelle acque del lago di Hallwil (AG).
GRIGIONI
18 ore
Più sicurezza sul Lucomagno
Il duplice intervento di protezione, effettuato nei comuni di Disentis e Medel, avrà un costo di 720'000.
SVIZZERA
19 ore
Altro giorno sopra i 200 contagi
Il totale dei casi positivi da inizio pandemia sale a 37'403. I decessi sono 1'715.
SVIZZERA
19 ore
Latitante da 17 anni, è stato arrestato in Svizzera
La Fedpol è stata attivata dalla rete europea Enfast e ha predisposto mirati servizi di localizzazione
SVIZZERA
26.02.2019 - 11:510

Blindati e armamenti per oltre mezzo miliardo

Le esportazioni dalla Svizzera sono aumentate del 14% rispetto all'anno precedente. Gli acquirenti maggiori? Germania, Danimarca e Stati Uniti

BERNA - Nel 2018 le imprese svizzere hanno esportato materiale bellico in 64 Paesi per un totale di 509,9 milioni di franchi, pari ad un aumento del 14% rispetto all'anno precedente. È quanto ha comunicato oggi la Segreteria di stato dell'economia (SECO).

Anche se l'export di questo settore ha fatto registrare un aumento, i dati non sono paragonabili a quelli del 2017, si legge in una nota. Prima di quest'anno le cifre sulle esportazioni di materiale bellico provenivano infatti dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD), che però utilizzava un sistema di conteggio diverso.

Le transazioni di maggiore entità sono state l'esportazione di veicoli blindati in Danimarca (59 milioni) e in Romania (22,5 milioni), oltre che esportazioni dell'esercito svizzero nell'ambito della liquidazione di carri armati in Germania (9 milioni) e di missili "Sidewinder" negli Stati Uniti (8 milioni).

Suddivise per continenti, le esportazioni verso l'Europa si sono attestate al 75,6% (2017: 49,8 %), quelle verso l'America al 12,5% (14,3 %), verso l'Asia all'11,6% (28,5 %), verso l'Africa allo 0,2% (7,3 %) e verso l'Australia allo 0,1% (invariato).

I cinque maggiori acquirenti sono stati la Germania (118,0 milioni), seguita da Danimarca (73,5 milioni), Stati Uniti (51,9 milioni), Romania (22,5 milioni) e Italia (19,6 milioni).

Nell'anno in esame sono state presentate alla SECO 2260 nuove domande di esportazione (2017: 2677). Ne sono state accolte 2279 per un valore totale di 2,088 miliardi di franchi. Dodici richieste sono state respinte (2017: 16).

La differenza tra il valore delle esportazioni effettive e quello delle domande, si spiega con il fatto che alcuni beni vengono esportati soltanto l'anno dopo e che spesso le autorizzazioni non vengono utilizzate perché manca la necessaria copertura finanziaria o perché il cliente sospende o annulla l'ordine.

Sforzi a livello internazionale - La SECO ci tiene a sottolineare gli sforzi della Confederazione fatti in relazione al tema delle armi, sempre controverso. Con il rapporto annuale sul controllo dell'esportazione di armi leggere e di piccolo calibro la Svizzera partecipa agli sforzi internazionali per rendere più trasparente il settore.

Nel 2018 è stata autorizzata l'esportazione di 14'584 armi leggere e di piccolo calibro (2017: 9362), destinate soprattutto a imprese attive nel commercio di armi, imprese industriali, forze straniere, organismi di polizia stranieri e altri enti statali.

Mediante il sostegno costante al progetto "Small Arms Survey" dell'Institut de Hautes Etudes Internationales et du Développement (IHEID) la Svizzera promuove la ricerca nell'ambito della lotta internazionale contro il commercio illegale e l'uso abusivo di armi di piccolo calibro.

In uno dei suoi progetti la "Small Arms Survey" esamina regolarmente le informazioni sul commercio internazionale pubblicate dai principali Paesi esportatori. I risultati di questa verifica vengono pubblicati sotto forma di un barometro della trasparenza.

Nel barometro del 2018, che si basa sui rapporti e sulle statistiche d'esportazione dei rispettivi Paesi del 2015, la Svizzera risulta nuovamente uno dei Paesi più trasparenti. A differenza del 2017 (era al secondo posto in classifica) lo scorso anno con 21,75 punti svettava di nuovo al primo posto.

Oltre a questo, continua la SECO, dal 2015 in Svizzera è in vigore il trattato internazionale sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty, ATT), approvato nel 2013 nel quadro dell'ONU. Ad oggi comprende 100 Stati membri. Mancano ancora 35 ratifiche, tra cui quella degli Stati Uniti.

La Svizzera ospita a Ginevra la sede della Segreteria permanente del Trattato e dirige il gruppo di lavoro istituito dalle Parti contraenti per l'effettiva applicazione.

Dibattito - Le cifre pubblicate oggi alimenteranno ad ogni modo il dibattito sulla vendite di armi. Il popolo dovrà con ogni probabilità pronunciarsi su un'iniziativa popolare che vuole dare un giro di vite al settore.

La discussione è iniziata lo scorso giugno, quando il Consiglio federale ha annunciato un addolcimento dell'ordinanza, autorizzando le esportazioni verso Paesi in conflitto interno.

In seguito al polverone sollevato, il governo ha fatto marcia indietro e ha lasciato il divieto attuale. L'iniziativa vuole una conferma di questo divieto e vuole anche vietare l'esportazione di materiale bellico verso Paesi che violano sistematicamente e in maniera grave i diritti umani.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-08-14 07:57:16 | 91.208.130.87