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BERNA
22.02.2019 - 10:350

Il SEV respinge la mossa «precipitosa» di FFS Cargo

FFS Cargo intende anticipare già al 2019 l’«esame» di 140 punti di carico del traffico a carri isolati

BERNA - FFS Cargo intende anticipare già al 2019 l’«esame» di 140 punti di carico del traffico a carri isolati, che vanno ad aggiungersi ai 35 punti nell’Oberland bernese e nel Giura esaminati nel 2018, per poi essere chiusi o serviti solo in modo irregolare.

Nel marzo 2018, FFS Cargo aveva parlato di 170 punti da esaminare entro il 2023. «Le attuali indicazioni sono in contrasto con le assicurazioni date ai partner sociali e generano inutilmente ulteriori pressioni su clienti e dipendenti» critica Philipp Hadorn, segretario sindacale del SEV che cura le questioni inerenti FFS Cargo.

Nel suo «Cargoflash» del 19 febbraio, FFS Cargo ha comunicato di voler esaminare 140 punti di carico in tutta la Svizzera. Eventuali cambiamenti nei confronti della clientela verrebbero applicati dal cambiamento d’orario 2019/2020.

Un powerplay «arrogante e inutile» - «L’anticipo al 2019 di alcune tappe della verifica annunciata entro i 2023 è in contrasto con le rassicurazioni che ci erano state date da FFS Cargo nel marzo 2018», constata irritato Hadorn. «Evidentemente, l’attuale consiglio di amministrazione di FFS Cargo vuole creare situazioni irreversibili prima che venga definita una nuova strategia. Tutto ciò avviene nonostante la funzione di direzione della produzione di Cargo sia vacante, senza tener conto del possibile apporto di know-how da parte di nuovi azionisti e persino prima della designazione del nuovo presidente del consiglio di amministrazione. Bisogna assolutamente impedire questo colpo di coda della vecchia dirigenza, restia a cedere potere!»

Il SEV è certo che queste mosse precipitose nuocciano alla sicurezza e alla stabilità di clienti e dipendenti. «Considerato il miglioramento della situazione economica di FFS Cargo nel 2018, simili manovre hanno alcuna giustificazione», precisa ancora Philipp Hadorn.

Tagli poco lungimiranti - «Occorre invece una discussione politica e strategica sulla goffa strategia di tagli degli ultimi anni che, invece di migliorare la situazione, ha generato una spirale al ribasso», rilancia Hadorn, che fa anche parte della commissione trasporti del Consiglio nazionale. «Ridurre le capacità è sbagliato anche perché per il traffico merci si prevede una crescita del 45% entro il 2040 e gli strumenti di lavoro digitali potranno rendere il traffico carri isolati di nuovo concorrenziale». Contrariamente a quanto lascia intendere FFS Cargo, non è possibile operare una suddivisione chiara tra “traffico a carri isolati” e “traffico a carri sistematico”, i cui volumi complessivi dipendono dai contributi dei singoli punti di carico, anche di quelli più piccoli.

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