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SVIZZERA
20.02.2019 - 15:220

Gilet gialli a Ginevra

Per loro il modello democratico della Confederazione è una sorta di fonte d'ispirazione. «Vogliamo solo poter vivere del nostro lavoro»

GINEVRA - Un gruppo di gilet gialli si è radunato stamattina sulla Place des Nations a Ginevra per manifestare contro il governo francese e l'atteggiamento delle forze dell'ordine. Davanti alla sede dell'ONU hanno chiesto l'invio di osservatori internazionali per fermare la repressione messa in atto dal presidente Emmanuel Macron.

La partecipazione è stata inferiore alle attese: ci si aspettava infatti migliaia di esponenti, ma secondo la polizia erano 600, mentre le cifre fornite dai presenti parlano di 1500. Anche i poliziotti dispiegati erano decisamente meno rispetto a quanto accade in Francia.

Farid Faryssy, definito come "l'avvocato dei gilet gialli", ha affermato a Keystone-ATS che «siamo al livello del Venezuela», riferendosi al numero di fermi durante questi mesi di malcontento, circa 800. Se non interverranno osservatori delle Nazioni Unite, ha proseguito, la situazione si aggraverà e ci saranno numerose vittime.

La folla non ha invece chiesto al Consiglio per i diritti umani, organismo delle Nazioni Unite che tra qualche giorno inizierà la sua sessione proprio nella città romanda, di istituire una commissione d'inchiesta internazionale.

Stando a un manifestante, è vero che dei vandali si sono intrufolati nelle proteste in Francia, ma il governo li ha lasciati fare allo scopo di screditare il movimento. La settimana scorsa numerosi relatori speciali dell'ONU avevano definito la legge "anti-casseurs" voluta dalle autorità contraria al diritto internazionale. Avevano inoltre sottolineato l'eccessivo ricorso alla forza da parte dei poliziotti.

I presenti a Ginevra si sono scagliati con slogan contro Macron, accusato di «dittatura» e invitato alle dimissioni. Sono state evocate anche le rivendicazioni economiche e politiche del movimento. «Vogliamo solo poter vivere del nostro lavoro», ha dichiarato uno dei manifestanti.

Per i gilet gialli, il modello democratico della Confederazione è una sorta di fonte d'ispirazione. Un referendum d'iniziativa cittadina elaborato come le iniziative popolari elvetiche è «indispensabile», ha evidenziato una delle persone accorse sulla Place des Nations. «Mi sarebbe piaciuto se i nostri amici svizzeri avessero denunciato» la violenza di agenti e gendarmi, ha dichiarato Faryssy.

La maggior parte non ha puntato il dito contro Berna per la fabbricazione dell'arma anti-sommossa LBD, usata contro i manifestanti. Alcuni hanno fatto notare come le forze dell'ordine utilizzino munizioni di produzione francese, tre volte più potenti del normale.

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