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La presidentessa del Partito Evangelico Marianne Streiff festeggia per la bocciatura dell'iniziativa "No Billag".
SVIZZERA
19.02.2019 - 11:300

Il Partito evangelico festeggia i suoi primi cento anni

Fondato nel 1919 nel bel mezzo di sfide politiche, sociali ed economiche, il partito vuole basarsi su principi saldi: «Oggi c'è un bisogno di valori più urgente che mai»

BERNA - Il Partito evangelico svizzero (PEV) festeggia il suo 100esimo anniversario. In vista delle celebrazioni ufficiali che si terranno il 9 marzo, i suoi candidati di punta hanno presentato oggi i piani per il futuro.

Fondato nel 1919 nel bel mezzo di sfide politiche, sociali ed economiche, il partito vuole basarsi su principi saldi, secondo il motto «affinché i valori tornino a contare».

«Oggi, 100 anni dopo la fondazione, c'è un bisogno di valori più urgente che mai», ha dichiarato la consigliera nazionale e presidente di partito Marianne Streiff, citata in un comunicato. Credibilità, giustizia, solidarietà e sostenibilità fanno parte del DNA del PEV, ha aggiunto.

Il partito lotta quindi contro la tratta di esseri umani, che in Svizzera «deve essere affrontata come un crimine brutale», ha sottolineato la granconsigliera argoviese - e candidata al Nazionale - Lilian Studer.

Oltre a questo, il PEV è a favore di imprese più etiche, che devono prendersi la loro responsabilità all'interno della società. Un altro punto centrale è poi l'integrazione delle religioni, a partire dal rispetto reciproco e dalla trasparenza.

Partito nato nell'emergenza sociale - Il partito nacque sull'onda della crisi sociale provocata dalla Prima guerra mondiale: lo scontro fra borghesi e socialisti sfociò nello sciopero generale del 1918, con una forte polarizzazione fra classe agiata e operaia.

Proprio in questo momento di tensione un gruppo di cristiani, provenienti da diversi cantoni, decise di dare vita a un partito di centro con valori protestanti da utilizzare per il benessere della popolazione. La fondazione avvenne a Brugg (AG), nome che richiama alla parola tedesca "Brücke", ovvero ponte. Una scelta non casuale, poiché ancora oggi il PEV si considera un ponte fra destra e sinistra.

Il partito - inizialmente chiamato Partito cristiano protestante - affrontò fin da subito temi sociali, dall'istruzione, alle condizioni di lavoro, passando per la famiglia. Il tutto senza trascurare l'ambiente: un postulato dell'allora consigliere nazionale Paul Zigerli portò nel 1944 all'inizio della protezione delle acque.

Oggi il Partito evangelico può contare su due presenze al Consiglio nazionale, mentre non è rappresentato agli Stati. A livello di Parlamenti cantonali arriva a una quarantina di seggi. In vista delle elezioni di questo autunno presenterà candidati per la Camera del popolo in 16 cantoni e in alcuni di questi proverà anche l'assalto agli Stati.

La festa ufficiale per le celebrazioni del 100esimo anniversario si terranno il 9 marzo in occasione dell'assemblea dei delegati sul Gurten (BE). Fra gli ospiti d'onore ci saranno anche due personalità ticinesi: il consigliere federale Ignazio Cassis e il consigliere agli Stati - nonché presidente del gruppo parlamentare PPD, che comprende anche il PEV - Filippo Lombardi.

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