20 Minuten
BERNA
08.11.2018 - 22:040
Aggiornamento 09.11.2018 - 07:46

Investe in un film, ma il regista fa perdere le sue tracce

L’autore sarebbe un ex campione e maestro di karate. Nel cast della pellicola, “Killed in action”, Sylvie Meis e Jean-Claude Van Damme

BERNA - Quando si vuole realizzare un film, il pitch (breve presentazione) è il passo numero uno da compiere per cercare finanziatori. Ed è quello che ha utilizzato B.Y., ex campione svizzero di karate, per convincere uno svizzero-tedesco a investire nella sua idea. Detto, fatto. Dopo avere sentito i nomi di Sylvie Meis e Jean-Claude Van Damme all’interno del cast, l’uomo ha deciso di investire nel film 12’000 franchi, che ha consegnato all’ex sportivo a inizio anno.

In luglio P.P. - questo il nome del lettore che ha raccontato la vicenda a 20 Minuten - ha ricevuto dal regista un trailer (guarda il video) che menzionava il coinvolgimento di due case di produzione: 20th Century Fox ed Europa Corp.. Con due novità: Olga Kurylenko e Jean Reno.

P.P., entusiasta, ha risposto con un messaggio su WhatsApp: «È bellissimo. Non vedo l’ora di vedere il film. You are the best». Un mese più tardi, in agosto, l’uomo è stato contattato da qualcuno che si è presentato come «persona coinvolta nella produzione» che gli ha spiegato che i diritti televisivi di “Killed in Action” erano stati venduti a RTL per 2,5 milioni di euro.

Convinto da un ulteriore pitch dell’ex campione di karate, P.P. ha deciso di investire altri risparmi nella nuova compagnia da lui fondata, la “Upgreat PT”, nonostante il suo avvocato lo avesse messo in guardia su un possibile tentativo di truffa. Subito dopo ha però ricevuto un documento che gli confermava di essere entrato in possesso del 2% della società.

Lo svizzero-tedesco ha però iniziato a sospettare che le cose non stessero esattamente come gli erano state presentate fino a quel momento. B.Y. ha infatti iniziato a rendersi irraggiungibile. Fino a quando P.P. non ha sporto denuncia. A suo dire, insieme a lui sarebbe stata truffata almeno un’altra persona.

Contattato da 20 Minuten, un portavoce di RTL ha spiegato di non avere «mai sentito parlare» del progetto: «Il titolo del film non ci dice nulla».

Il Ministero pubblico conferma di avere aperto un’inchiesta, ricordando che vige comunque la presunzione d’innocenza.

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