Keystone
SVIZZERA
22.09.2018 - 13:470

Scandalo AutoPostale, tutti sotto la lente

Il presidente del consiglio d'amministrazione della Posta annuncia che tutte tutte le persone coinvolte nella gestione e nella revisione contabile possono essere ritenuti personalmente responsabili

BERNA - La Posta, nell'ambito dello scandalo AutoPostale, sta esaminando anche azioni di responsabilità. Lo ha detto questa mattina Urs Schwaller, presidente del consiglio di amministrazione del gigante giallo, alla trasmissione della radio SRF "Samstagsrundschau".

I membri del cda e tutte le persone coinvolte nella gestione e nella revisione contabile possono essere ritenuti personalmente responsabili di eventuali danni, conformemente al diritto in materia di società anonima.

«Per tutti si pone la questione di un'eventuale responsabilità, indipendentemente dalle persone», ha detto Schwaller. In collaborazione con gli avvocati, è stato esaminato ciò che è possibile fare. Entro la prossima primavera, il cda deciderà come agire. Schwaller ha inoltre sottolineato che le componenti variabili degli stipendi dei dirigenti di AutoPostale licenziati sono attualmente bloccate.

Uno dei compiti dell'organo di vigilanza e del suo presidente è quello di esaminare le responsabilità e trarne le necessarie conclusioni, ha aggiunto Schwaller. Da un punto di vista umano ciò non è sempre facile, poiché ci si confronta con persone che si conoscono. Questo, inoltre, non viene sempre capito dalle persone interessate.

Ieri è stato reso noto che la Posta ha raggiunto un accordo nell'ambito dello scandalo di AutoPostale: il gigante giallo risarcirà a Confederazione, Cantoni e Comuni 188,1 milioni di franchi per i sussidi ricevuti indebitamente dal 2007 a seguito di manipolazioni contabili. A questi si aggiungeranno altri 17,2 milioni a titolo di "restituzione spontanea" per le irregolarità precedenti cadute in prescrizione, per un totale di 205,3 milioni.

L'accordo raggiunto ieri chiude la vicenda AutoPostale per quanto riguarda l'aspetto finanziario. Rimane invece ancora aperto il capitolo giudiziario. Lo scorso 27 febbraio il Consiglio federale ha affidato all'Ufficio federale di polizia (fedpol) il procedimento penale amministrativo contro la Posta, i cui uffici alla sede centrale di Berna sono stati anche oggetto di una perquisizione il 15 agosto.

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