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BERNA
20.09.2018 - 11:300

La BNS lascia invariati i tassi e ritocca al rialzo le previsioni di crescita

È questo il risultato odierno dell'esame della situazione monetaria

BERNA - La Banca nazionale svizzera (BNS) conferma su tutta la linea la sua politica monetaria espansiva, considera il valore del franco tuttora elevato e prevede una crescita fra il 2,5% e il 3,0% per l'anno in corso. Questo in estrema sintesi il risultato odierno dell'esame della situazione monetaria, che viene effettuato quattro volte all'anno.

Come previsto dagli analisti, la BNS non modifica i capisaldi della sua politica: l'istituto d'emissione mantiene fermo fra il -1,25% e il -0,25% il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, suo principale tasso di riferimento. Vengono anche confermati gli interessi negativi dello 0,75% sui conti giro presso la BNS.

L'istituto ribadisce inoltre di essere pronto a intervenire sul mercato delle divise per limitare l’attrattività degli investimenti in franchi e ridurre quindi la pressione al rialzo. Dall'ultimo esame della situazione - che risale a giugno - il franco si è apprezzato sensibilmente nei confronti sia delle principali valute che delle monete delle economie emergenti, constatano i vertici dell'istituto. La moneta elvetica "ha una valutazione elevata e la situazione sul mercato dei cambi permane fragile".

Riguardo al rincaro, la BNS ritocca al rialzo le sue stime, perlomeno per i prossimi anni. Per il 2018 la Banca nazionale si attende tuttora un'inflazione dello 0,9%; nel 2019 è per contro attesa un'inflazione allo 0,8% (-0,1 punti rispetto a giugno); mentre nel 2020 il rincaro accelererà all'1,2%, contro l'1,6% visto in precedenza.

Sul fronte congiunturale, i segnali rimangono favorevoli. Grazie alla politica monetaria tuttora espansiva nei paesi industrializzati e al miglioramento della situazione sui mercati del lavoro, l'economia mondiale dovrebbe continuare a crescere. Dopo la forte espansione registrata negli scorsi trimestri è da attendersi tuttavia un certo rallentamento. Sussistono anche rischi, relativi alle incertezze politiche in taluni paesi, alle tensioni internazionali e alle tendenze protezionistiche.

In Svizzera è proseguita la ripresa economica. Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo (Pil) è cresciuto a un tasso annualizzato del 2,9%, ossia nuovamente a un ritmo più elevato rispetto al potenziale produttivo stimato. Tuttavia, l'andamento sostenuto nel primo semestre è in parte riconducibile a fattori straordinari.

Secondo la BNS le prospettive congiunturali restano favorevoli, ma si profila un certo rallentamento: agiranno da freno il recente apprezzamento del franco, oltre alla lieve decelerazione della crescita internazionale.

L'analisi della banca guidata da Thomas Jordan si conclude come sempre con una valutazione del mercato ipotecario e immobiliare. Gli squilibri a questo proposito rimangono, afferma la BNS. Sia i prestiti ipotecari che quelli delle case unifamiliari e degli appartamenti di proprietà hanno continuato a crescere leggermente negli scorsi trimestri. Sebbene nel segmento degli immobili residenziali a reddito i prezzi si siano stabilizzati, sussiste il pericolo di una correzione a causa del loro forte incremento negli ultimi anni e dell'aumento delle abitazioni vuote. L'istituto promette di continuare a seguire con attenzione gli sviluppi del mercato e di valutare regolarmente l'opportunità di cambiare i parametri dei cuscinetti anticiclici.

Le decisioni comunicate oggi dalla BNS non rappresentano una sorpresa: sono perfettamente in linea con le previsioni degli analisti e immediatamente dopo la loro diffusione il franco si è solo marginalmente indebolito nei confronti dell'euro, scambiato a circa 1,13 franchi.

I commentatori sottolineano come l'istituto rimanga molto prudente e non abbia cambiato la scelta delle parole per descrivere la situazione. Tutti fanno presente come la BNS debba soprattutto guardare alle mosse della Banca centrale europea, che la settimana scorsa ha lasciato invariati i tassi: una stretta monetaria è possibile solo dopo che si muoverà a sua volta Francoforte. Concretamente quindi un aumento dei tassi è atteso al più presto a fine 2019. Tanto più che per aumentare il costo del denaro serve l'inflazione, mentre l'istituto ha abbassato le sue previsioni in materia, abbastanza sostanzialmente per il 2020.

Grazie al buon andamento congiunturale la BNS può inoltre guardare senza eccessiva preoccupazione al rafforzamento del franco e potrebbe intervenire attivamente solo se il corso euro-franco scenderà sotto 1,10.

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