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16.09.2018 - 08:190

A San Gallo verso il divieto di dissimulare il volto

In nove cantoni si vota. I temi? Scuola, imposte e burqa

ZURIGO - In otto cantoni della Svizzera tedesca si vota il 23 settembre su oggetti a carattere locale. Le tasse e la scuola sono gli argomenti più ricorrenti. Nella Svizzera romanda non sono invece previste votazioni cantonali.

SAN GALLO potrebbe diventare il secondo cantone, dopo il Ticino, ad introdurre il divieto di dissimulare il volto nei luoghi pubblici. La norma anti-burqa è contenuta in una modifica della legge sulle contravvenzioni che viene sottoposto a votazione popolare.

La revisione, approvata di misura dal parlamento cantonale, è combattuta da un referendum lanciato delle sezioni giovani di PS, Verdi e Verdi liberali. Il testo adottato dal legislativo cantonale prevede che chiunque si copra il volto in pubblico è punibile, dal momento che presenta un rischio per la sicurezza o minaccia la pace sociale o religiosa. L'esistenza di un pericolo imminente deve essere valutato caso per caso.

La legge sangallese già prevedeva un divieto di dissimulare il volto, ma limitatamente agli assembramenti che necessitano di autorizzazione, alle manifestazioni e agli eventi sportivi.

A livello federale è stata formalmente dichiarata riuscita lo scorso ottobre l'iniziativa popolare "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso" lanciata dal Comitato di Egerkingen. Il testo si ispira all'articolo costituzionale già in vigore in Ticino.

"Flat Tax": Obvaldo torna sui suoi passi - In OBVALDO i votanti sono chiamati a decidere su un pacchetto di risanamento fiscale da 40 milioni di franchi all'anno. Il correttivo, che prevede un aumento delle entrate per circa 13,5 milioni l'anno, come pure tagli alle spese dell'amministrazione e ai contributi per i premi di cassa malattia, è stato deciso a 13 anni da quella che fu definita una "rivoluzione fiscale".

Nel 2005 il popolo plebiscitò una riforma che introduceva un'imposizione regressiva per i redditi più alti, come pure le aliquote fiscali per le imprese più basse di tutta la Svizzera. In seguito ad un ricorso accolto dal Tribunale federale, Obvaldo è passato due anni più tardi al sistema della "flat rate tax".

In pochi anni il cantone è così entrato nella schiera dei paradisi fiscali, accelerando ulteriormente la concorrenza fra i cantoni della Svizzera centrale. Per un certo tempo, l'arrivo di società e contribuenti ricchi ha più che compensato il calo delle entrate dovuto agli sgravi. L'aumento delle risorse ha però comportato un azzeramento dei contributi della perequazione finanziaria federale, che dieci anni fa ammontavano a 57,4 milioni di franchi. Da quest'anno Obvaldo è passato fra i cantoni "paganti".

Risultato: nel 2014 i conti del cantone hanno registrato un deficit di 3,7 milioni di franchi, il primo risultato in rosso da 17 anni. Le misure sottoposte ora ai votanti prevedono in particolare un aumento da 2,95 a 3,25 del coefficiente d'imposta cantonale che viene moltiplicato per l'imposta di base calcolata con l'aliquota unitaria dell'1.80% applicata al reddito netto: in pratica un incremento di circa il 10% dell'imposta cantonale. L'imposta sulla sostanza salirebbe inoltre dallo 0,2 allo 0,22 per mille e quella sugli utili delle imprese dal 6 al 6,3%.

Nel canton ARGOVIA, un'iniziativa della Gioventù socialista chiede in pratica di raddoppiare l'imposizione sui patrimoni milionari. Il testo introduce aliquote che partono dall'1 per mille per le sostanze di 200'000 franchi che salgono al 4,5 per mille - al posto dell'attuale aliquota massima del 2,1 per mille - per chi possiede più di 1,9 milioni. Governo e parlamento respingono l'iniziativa, perché temono un esodo dei contribuenti più abbienti.

Tema fiscale anche ad APPENZELLO ESTERNO, dove un'iniziativa del PS vuole sgravare le famiglie che vivono in condizioni economiche "inferiori alla media". Il testo, respinto dal governo e dal parlamento, non formula cifre, ma chiede di aumentare la pressione fiscale per le classi d'imposizione superiori.

I votanti di Appenzello esterno si esprimono inoltre su una revisione della legge che regola l'ente ospedaliero cantonale: obiettivo è dare più libertà all'organizzazione e rendere possibile la chiusura dell'ospedale di Heiden, che risulta deficitario. Alla votazione si è arrivati in seguita a un referendum del PS.

Scuola anche nei Grigioni e a Lucerna - Oltre al Ticino, con la sperimentazione del progetto per "la scuola che verrà", anche altri due cantoni si esprimono su temi scolastici. I GRIGIONI sono il settimo cantone in cui viene posta in votazione un'iniziativa che chiede di insegnare "una sola lingua straniera nelle scuole elementari."

Tutti i testi analoghi, lanciati da gruppi di insegnanti che dicono di voler evitare un sovraccarico di nozioni agli allievi, sono finora stati respinti dai votanti: l'ultima volta in giugno a Basilea Campagna con una maggioranza di quasi il 68%.

La proposta è ancor più controversa in un cantone trilingue come quello retico. L'iniziativa prevede infatti l'insegnamento dell'inglese come lingua seconda nelle regioni germanofone e del tedesco in quelle italofone e romance. Per la maggioranza del Gran consiglio grigionese - che ha respinto la proposta con 93 voti contro 17 -, ciò significherebbe penalizzare gli allievi di madrelingua italiana e romancia.

Nel canton LUCERNA un'iniziativa di una alleanza di sinistra chiede di abolire la tassa scolastica applicata agli allievi della scuola secondaria superiore. L'iniziativa è una risposta alla politica di austerità del cantone. I suoi promotori ritengono che una simile tassa, in vigore in pochi cantoni, penalizzi in particolare le famiglie con un reddito modesto.

Governo e parlamento respingono la proposta per motivi finanziari. La tassa garantisce al cantone 1,9 milioni di franchi di entrate all'anno. Soldi che se venissero a mancare andrebbero cercati altrove, affermano le autorità.

I lucernesi si esprimono inoltre su un'altra iniziativa della medesima organizzazione di sinistra - l'Alleanza per la qualità della vita - che vuole istituire un fondo cantonale per il finanziamento dei trasporti pubblici alimentato con 60 milioni di franchi all'anno. Governo a parlamento respingono la proposta.

Nel canton ZURIGO si decide per la seconda volta su una linea di tram che dal capoluogo cantonale percorre per una ventina di chilometri i comuni della valle della Limmat, fino in Argovia. Il progetto era già stato approvato nel 2015, ma è rimesso in causa da un'iniziativa che chiede di ridurre il tracciato di tre quarti e di limitarsi alla prima tratta fino a Schlieren (ZH), che entrerà in servizio fra un anno.

Un'altra iniziativa zurighese chiede un cambiamento radicale nel settore della caccia: il testo chiede di sostituire i cacciatori di milizia con dei guardia-caccia finanziati dallo Stato, che saranno i soli abilitati a gestire le popolazioni di animali selvatici. Una terza iniziativa chiede infine che il cantone garantisca un sostegno finanziario alla produzione cinematografica e di videogiochi. Governo e parlamento raccomandano in tutti e tre i casi il "no".

In TURGOVIA si decide su un prestito di 25,4 milioni di franchi per la realizzazione di un nuovo ospedale pediatrico per la Svizzera orientale. La clinica sorgerà a San Gallo nelle vicinanze dell'ospedale cantonale. Vi partecipano anche il canton San Gallo, due Appenzelli e il principato del Liechtenstein con prestiti complessivi per 172,5 milioni di franchi.

A NIDVALDO è in gioco un credito di 2 milioni di franchi quale contributo cantonale per la costruzione di un nuovo edificio multifunzionale sulla piazza d'armi di Stans. L'edificio ripartito su tre piani sarà utilizzato dall'esercito, dal centro di competenza per la promozione della pace Swissint e dal cantone. La Confederazione partecipa alla spesa con 9,1 milioni di franchi.

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