Keystone
SVIZZERA
13.08.2018 - 17:050

Uccise il padre, il Tribunale federale gli sconta due anni

La pena detentiva è stata ridotta da 11 a 9 anni perché per i giudici supremi non si è trattato di assassino. Inoltre il giovane ha mostrato un sincero pentimento

LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha accolto il ricorso di un giovane, condannato a undici anni di prigione per aver ucciso il padre nel 2015. La pena detentiva è stata ridotta a 9 anni.

Nel marzo del 2015, l'allora 19enne aveva ucciso con un colpo di pistola il padre, che lo ospitava dalla morte della madre. Quest'ultima, che aveva seri problemi con l'alcool ed era da tempo separata, è morta quando il figlio aveva 13 anni. Da lì il giovane era andato a vivere con il padre, ma i rapporti fra i due erano molto tesi e segnati da indifferenza, distanza e disprezzo, ritengono i giudici supremi.

Il dramma si è consumato al termine di una violenta lite fra padre e figlio: l'uomo aveva colpito il giovane e insultato la memoria di sua madre. Il giovane ha poi preso la pistola del genitore, sparandogli in testa da dietro quando questo era seduto sul divano.

In prima istanza il Tribunale distrettuale di Pfäffikon (ZH) aveva condannato il giovane a cinque anni di prigione per omicidio passionale. La pena - su richiesta del Ministero pubblico - è poi stata successivamente aumentata a 11 anni nel giugno 2017 dal Tribunale cantonale di Zurigo per omicidio intenzionale.

In una sentenza pubblicata oggi, il TF ha accolto il ricorso del giovane, poiché i giudici supremi - a differenza dei colleghi zurighesi - non ritengono che i fatti fossero al limite dell'assassinio. Il ragazzo aveva pensieri suicidi e avrebbe sfogato sul padre la rabbia verso sé stesso. Inoltre, aggiunge il TF, il giovane mostra un sincero rimorso.

Secondo la sentenza, le azioni dell'autore sembrano apparire fredde dall'esterno. Tuttavia, il reato dovrebbe venir considerato all'interno del contesto e della situazione in cui l'allora 19enne viveva. La pena, sostengono i giudici, deve essere determinata di conseguenza.

(sentenza 6B_1038/2017 del 31 luglio 2018)

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