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FRIBURGO
23.07.2018 - 19:490

Non ha la nazionalità "giusta", non può pagare a rate

Una cliente originaria dell'Angola si è vista rifiutare il pagamento frazionato di alcune tende alla Mobili Pfister. Ma la decisione è al 100% legale

FRIBURGO - «Avevo le lacrime agli occhi», ricorda Elise*. Alla filiale del negozio Mobili Pfister ad Avry-sur-Matran (FR), questa madre di famiglia aveva trovato delle tende giapponesi, che voleva installare nel suo soggiorno. Una dipendente della ditta è stata mandata a casa sua all'inizio di luglio, «per testare le misure e i differenti colori dei tessuti». Preventivo: quasi 3'800 franchi.

La cliente ha chiesto di pagare il conto in tre rate, ma poco dopo ha ricevuto una telefonata dalla rappresentante: «Lei non può pagare così, a causa della sua origine», le ha detto dopo alcune verifiche. «Per alcuni Paesi, non proponiamo questo tipo di pagamento», le è stato detto. «Non ho mai sperimentato una situazione del genere! Vivo in Svizzera da 20 anni e pago le mie bollette come tutti gli altri!», rileva Élise.

Credito solo a determinate condizioni - Scioccata, ha inviato una lettera alla direzione commerciale di Mobili Pfister la quale l'ha contattata la scorsa settimana. Il filiale si è scusata negando però di aver fatto della discriminazione razziale. Ragione del suo rifiuto: i titolari di una licenza B non hanno accesso a questo servizio, perché «devono ripartire» dopo alcuni anni di permanenza, gli è stato spiegato. Originaria dell'Angola, la donna ha un permesso B da quasi 10 anni.

Il negozio ha confermato che la procedura è conforme alle sue regole interne. In effetti, il pagamento a rate è disponibile solo per i possessori di una carta di credito della ditta. E per ottenerla devi avere un permesso C, o essere cittadino di un paese europeo confinante con permesso B e aver lavorato per 3 anni in Svizzera. In effetti, rivendicare delle fatture non pagate a cittadini di altri Paesi stranieri «sarebbe molto complicato per Mobili Pfister», dichiara Alfredo Schilirò, portavoce dell'azienda.

Misura legale - «Sfortunatamente, questa decisione non è illegale», ha dichiarato Silvia Diaz, della rivista "Bon à savoir". Trattandosi di un contratto di diritto privato, la ditta ha il diritto di applicare «condizioni che possono apparire discriminatorie». Le aziende impongono questi criteri soggettivi per limitare i rischi finanziari, spiega l'avvocato.

*Nome fittizio

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