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BERNA
12.06.2018 - 11:090

Controlli molto intensi contro il lavoro nero

Negli ultimi dieci anni la lotta contro il lavoro nero si è consolidata; oggi viene svolta in maniera coordinata e in funzione dei rischi.

BERNA - Le misure collaterali sono state introdotte quindici anni fa e la legge contro il lavoro nero è in vigore da dieci anni. Il rapporto sull’attuazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) e il rapporto sull’esecuzione della legge contro il lavoro nero mostrano che nel 2017 i controlli sono stati molto intensi. Gli abusi salariali e il lavoro nero sono stati contrastati in modo efficace. I controlli sono avvenuti negli ambiti in cui il rischio di infrazioni è più alto.

Nel 2017, nell’ambito della lotta contro il lavoro nero, il numero di controlli di aziende di 11’971 è rimasto costante, mentre quello dei controlli di persone è aumentato del 2% (36'072 controlli).

A livello nazionale gli organi cantonali di controllo hanno riscontrato nel 2017 meno casi sospetti (13'359, -12%). Nel complesso, rispetto all’anno precedente, è diminuito anche il numero dei riscontri delle autorità specializzate agli organi cantonali di controllo sui provvedimenti adottati e sulle sanzioni inflitte (3'034, -10%).

Rispetto al 2016 il numero di datori di lavoro che hanno optato per la procedura di conteggio semplificata è aumentato passando da 61 000 a circa 70 000 unità. Nel 2016 sono stati conteggiati con questa procedura gli stipendi di circa 69 000 lavoratori e contributi per un totale di circa 28 milioni di franchi.

Attuazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone
Nel 2017 gli organi d’esecuzione hanno verificato il rispetto delle condizioni lavorative e salariali di circa 170 000 persone e in oltre 44 000 aziende in Svizzera.  In tutta la Svizzera sono stati controllati il 7% delle imprese svizzere, il 36% dei lavoratori distaccati e il 33% dei prestatori di servizio indipendenti.

Nel periodo 2016-2017 i casi di offerte di salari inferiori a quelli usuali rilevati dalle commissioni tripartite cantonali sono leggermente aumentati toccando il 13% tra i datori di lavoro svizzeri controllati e il 16% tra le imprese che distaccano lavoratori (rispettivamente 11% e 14% nel 2014-2015). Viceversa, i casi di infrazione alle prescrizioni minime salariali e lavorative fissate nei CCL di obbligatorietà generale che sono stati riscontrati dalle commissioni paritetiche sono diminuiti sia presso i datori di lavoro svizzeri sia presso le aziende che distaccano personale, per la precisione dal 27% al 24% e dal 25% al 24%. Tra i 6 634 indipendenti controllati, nel 7% dei casi è stata sospettata una pseudo-indipendenza.

Gli organi d’esecuzione applicano una strategia di controllo basata sul rischio. Le percentuali di salari inferiori a quelli usuali e di infrazioni ai salari minimi calcolate in questo modo non sono quindi rappresentative della situazione globale del mercato del lavoro e devono essere interpretate con prudenza.

Nel 2017 è migliorato il tasso di successo delle procedure di conciliazione: oltre il 50% è andato a buon fine per quanto riguarda i datori di lavoro svizzeri. La percentuale è ancora più alta presso le imprese che distaccano lavoratori, con un tasso di riuscita dell’81%.

Le misure collaterali sono un dispositivo necessario nella lotta contro gli abusi: si agisce in modo mirato e in base a una stretta collaborazione tra le parti sociali e le autorità statali.

Coordinamento della sorveglianza del mercato del lavoro
La sorveglianza del mercato del lavoro è finalizzata a garantire il rispetto delle condizioni lavorative e salariali e la protezione dei lavoratori e ad assicurare le stesse condizioni concorrenziali alle imprese svizzere ed estere. Le misure collaterali contrastano il rischio di salari abusivi e garantiscono pari condizioni concorrenziali alle imprese svizzere ed europee. La legge federale contro il lavoro nero protegge gli interessi dei lavoratori e contrasta le distorsioni della concorrenza tra le imprese e il rischio che la protezione dei lavoratori venga compromessa. La cooperazione e lo scambio di informazioni tra gli organi d’esecuzione delle misure collaterali e della legge contro il lavoro nero permettono di rafforzare la lotta al lavoro nero e alle violazioni delle condizioni lavorative e salariali. L’esecuzione basata sul rischio della LLN e delle misure collaterali, contribuisce in maniera determinante da più di 10 anni, rispettivamente da 15 anni, a giuste condizioni salariali e lavorative.

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