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08.05.2018 - 12:420
Aggiornamento : 15:41

Fondi degli assicurati ai pensionati: il livello è critico

La ridistribuzione negli ultimi quattro anni è stata di oltre 7 miliardi di franchi all'anno

BERNA - Nella previdenza professionale la ridistribuzione di fondi degli assicurati attivi ai pensionati ha raggiunto un livello critico. Lo sostiene la Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) che ha presentato oggi il suo rapporto annuale. Il principio di solidarietà è messo a dura prova, mette in guardia la Commissione.

Dopo la bocciatura della Previdenza vecchiaia 2020, la riforma del secondo pilastro è ancora più urgente, ha detto oggi nel corso di una conferenza stampa a Berna Pierre Triponez, presidente della Commissione di alta vigilanza. Malgrado un aumento dei rendimenti degli investimenti, il deficit di finanziamento permane.

«È giunto il momento che il legislatore agisca», ha sottolineato Triponez. Se le casse pensione hanno ridotto negli ultimi anni i tassi d'interesse garantiti al 2,75% in media, questi restano chiaramente al di sopra del tasso d'interesse tecnico medio del 2,22%.

Questo deficit di finanziamento dello 0,5% - ha sottolineato la CAV PP - va a scapito degli assicurati attivi e dei datori di lavoro in quanto determina una ridistribuzione indesiderata dei loro fondi ai beneficiari di rendita, che negli ultimi quattro anni è stata in media di 7,1 miliardi di franchi annui, pari a circa l'1% del capitale globale di previdenza.

Secondo la Commissione di alta vigilanza - che ha presentato anche i dati più recenti sulla situazione finanziaria degli istituti di previdenza - questo trasferimento raggiunge un livello critico. "Ciò che preoccupa soprattutto è il fatto che la ridistribuzione è particolarmente forte presso gli istituti di previdenza con il livello di copertura più basso, ossia quelli che offrono unicamente le prestazioni previste nel regime obbligatorio", ha rincarato Vera Staub vice presidente della CAV PP.

I rischi derivano dal fatto che il legislatore ha stimato la longevità degli assicurati inferiore a quella effettiva ed è stato troppo ottimista per quanto riguarda le aspettative dei rendimenti degli investimenti.

Dopo il rifiuto popolare alla legge sulla Previdenza 2020 lo scorso 24 settembre, la Commissione di alta vigilanza si rivolge ai responsabili politici invitandoli ad adeguare i tassi di interesse a un livello realistico o a consentire un finanziamento supplementare trasparente dei tassi d'interesse garantiti, troppo elevati nell'attuale contesto finanziario.

Per la Commissione è anche imperativo ridurre il tasso di conversione minimo legale per la parte obbligatoria della Previdenza professionale. Questo tasso, che determina l'ammontare delle rendite, è attualmente al 6,8%. Il progetto del ministro dell'interno Alain Berset proponeva di abbassarlo al 6%.

Boccata d'ossigeno

Le casse pensione - ha precisato la Commissione di alta vigilanza - hanno tuttavia beneficiato nel 2017 di un forte aumento dei rendimenti patrimoniali netti medi grazie a una eccezionale performance azionaria (6,9% contro 3,6% dell'anno precedente).

Di conseguenza sono migliorati in media anche i gradi di copertura dei singoli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato, passati da 107,1% nel 2016 a 110,8% l'anno scorso. Per gli istituti di previdenza con garanzia dello Stato il rendimento patrimoniale netto è stato in media dell'8,2% nel 2017 (3,9% nel 2016). Il loro tasso di copertura medio è così passato dal 79,7% all'82,6%.

Circa il 95% delle casse pensione (contro il 93% per il 2016) hanno risposto al questionario della Commissione di alta vigilanza. La loro somma di bilancio complessiva nel 2017 era di 988 miliardi di franchi (914 miliardi l'anno precedente), ha indicato Catherine Pietrini, membro della CAV PP. Il numero delle casse ha continuato a diminuire arrivando a 1776 l'anno scorso (1865 nel 2016).

Tassi d'interesse troppo bassi

La problematica dominante dell'esercizio esaminato è stata ancora una volta il livello troppo basso dei tassi d'interesse nominali, ha detto Pietrini. Alla fine del 2017 esso era leggermente negativo (rendimenti annui delle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni: -0,1%).

Se il livello dei tassi d'interesse resterà così basso come attualmente, alcuni istituti di previdenza saranno costretti a procedere a ulteriori adeguamenti per garantire le rendite correnti e quelle future, ha indicato la Commissione di alta vigilanza.

Inoltre le riserve di fluttuazione degli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato - pari al 60% (39% nel 2016) - sono ancora troppo basse. Molti non hanno i mezzi sufficienti per contrastare le future turbolenze sui mercati azionari e sugli altri mercati finanziari.

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