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SVIZZERA
24.04.2018 - 16:060

Sole a primavera: «Abbronzati non significa sani»

La Lega contro il cancro avvisa: «Non sottovalutate i primi caldi». Circa 2700 persone si ammalano di melanoma in Svizzera ogni anno

BERNA - Il primo caldo primaverile è spesso sottovalutato per quanto riguarda la protezione della pelle dai raggi solari. La Lega contro il cancro avvisa che in questo periodo dell'anno la cute è particolarmente sensibile e l'effetto dei raggi UV risulta estremamente pericoloso.

Nonostante lo strato di nuvole e il clima mite, fino all'80% dei raggi UV raggiunge la superficie della terra, indica in una nota odierna La Lega contro il cancro.

I raggi a onde lunghe UVA danneggiano il tessuto connettivo della cute, aumentando le rughe e la presenza di macchie. I raggi UVB fanno invece aumentare la pigmentazione dello strato superficiale della pelle. Ciò significa che abbronzandosi, la cute cerca di proteggersi dall'eccessivo irraggiamento UVB.

«L'abbronzatura non è indice di una pelle sana, bensì di una pelle che sta cercando di difendersi», aggiunge l'associazione, precisando che entrambi i raggi a onde lunghe possono danneggiare il DNA delle cellule e provocare il cancro della pelle.

Ogni anno in Svizzera muoiono 320 persone e circa 2700 si ammalano di melanoma. Una diagnosi precoce permette tuttavia una buona riuscita del trattamento. La Lega contro il cancro raccomanda tre precauzioni per ridurre il rischio di cancro della pelle: utilizzare un'efficace crema solare, stare spesso all'ombra - in particolare tra le 11.00 e le 15.00 - e indossare indumenti adeguati, un cappello e degli occhiali da sole durante le attività all'aperto.

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