Tipress
BERNA
08.03.2018 - 16:010

Il bostrico si fa sempre più ostico

I danni delle tempeste invernali dello scorso gennaio hanno creato molto materiale riproduttivo fresco per il coleottero

BERNA - È di nuovo aumentato lo scorso anno il volume di legno d'abete rosso infestato dal bostrico tipografo, fino a raggiungere un totale di 320'000 metri cubi. Si tratta di un livello da tre a quattro volte superiore rispetto al periodo 2008-2012, indica oggi l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).

I danni causati da tempeste, importanti nevicate e da ondate di caldo e siccità degli ultimi anni hanno indebolito numerose abetaie, soprattutto sul versante sudalpino, in parti dei Grigioni e alle basse quote dell'Altopiano. L'abete rosso, principale specie arborea svizzera, è anche la preferita dal bostrico, sottolinea il WSL.

Le regioni che già nell'estate torrida del 2015 o del 2016 erano state attaccate in misura superiore alla media dal bostrico hanno dovuto denunciare nel 2017 nuove gravi infestazioni. A queste si sono aggiunte tempeste estive nei cantoni di Zurigo e Turgovia. La situazione è invece migliore sulle Prealpi.

Secondo gli esperti del WSL, anche se ci sono ancora zone meno infestate da bostrici, a livello nazionale non si può più parlare di una situazione tranquilla. Sarebbe comunque esagerato parlare di una esplosione numerica come quella che si era verificata negli anni successivi alla tempesta Lothar.

Gli esperti del Servizio fitosanitario per il bosco svizzero sono preoccupati dal fatto che negli scorsi anni molti alberi infestati siano rimasti inutilizzati nel bosco, in alcune regioni per oltre il 20%. Gli estesi danni provocati dalle tempeste invernali Burglind, Evi e Friederike nel gennaio 2018 hanno inoltre creato molto materiale riproduttivo fresco per il bostrico.

Per contenere ulteriori danni, il WSL consiglia di sgomberare tempestivamente la maggior parte del legname divelto nelle tempeste del gennaio 2018 e e quello danneggiato dai coleotteri. Le previsioni per l'anno in corso sono piuttosto buie, conclude il WSL. Se si verificheranno di nuovo lunghe ondate di caldo e siccità, si prevede un ulteriore aumento delle popolazioni di questi coleotteri.

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