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FRIBURGO
06.02.2018 - 15:020

A processo per aver abusato di 80 bambini in Thailandia

Prima di trasferirsi nel Paese del sud-est asiatico, l'uomo aveva già praticato sesso con minore nel 1980 nel canton Friburgo e nel 1991 in Vallese

BULLE - È iniziato oggi al Tribunale penale della Gruyère a Bulle (FR) il processo nei confronti di un 73enne svizzero accusato di aver abusato di oltre 80 bambini e adolescenti in Thailandia. La sentenza è prevista per venerdì.

L'uomo era già stato condannato per aver praticato sesso con minori nel 1980 nel canton Friburgo e nel 1991 in Vallese, prima di trasferirsi nel Paese del sud-est asiatico dove, principalmente tra il 2002 e il 2013, si sarebbe macchiato dei reati che gli sono contestati. Era stato arrestato nel febbraio del 2015 a Bulle e da allora si trova in detenzione preventiva.

Secondo le oltre 20 pagine dell'atto d'accusa, il lucernese avrebbe anche fatto da "mediatore", consegnando le proprie vittime nella mani di pedofili europei. Queste erano inoltre obbligate a farsi scattare foto in pose oscene e ad avere rapporti fra di loro. L'imputato deve rispondere di tratta di esseri umani, promovimento della prostituzione, atti sessuali con fanciulli e pornografia.

Stando alla procuratrice Yvonne Gendre, i bambini erano diventati in pratica "merce" destinata allo sfruttamento sessuale nell'interesse commerciale e personale dell'uomo. Lo svizzero - approfittando del disastrato contesto economico e sociale - aveva creato un sistema di dipendenza, nel quale i genitori dei giovani malcapitati lavoravano per lui ed era considerato una sorta di benefattore del luogo. Gli altri molestatori pagavano ai ragazzi ad esempio la scuola e il dentista.

In questo modo, alcuni di questi hanno subito abusi per una decina di anni, come si evince dalle fotografie scattate nel tempo che li mostrano ad età diverse. Le immagini sono state immortalate in un go-go bar (locali in cui si svolgono spettacoli erotici ma usati anche per prostituirsi) di proprietà dello svizzero a Pattaya e nella sua villa a Nonghoi, in cui li attirava anche grazie alla presenza di una piscina. Il cittadino elvetico era stato fermato nel 2013, ma l'anno successivo un tribunale locale lo aveva prosciolto a causa di testimonianze giudicate imprecise e dell'impossibilità di procedere con certezza a identificazioni ("Tutti gli stranieri si assomigliano", si legge nella sentenza).

Era dunque tornato nel novembre del 2014 a Bulle, località da cui proviene la madre, dove è anche riuscito a farsi versare abusivamente le prestazioni complementari all'AVS. L'inchiesta svizzera, avviata nel gennaio 2015, ha stabilito che l'imputato era in contatto con due presunte vittime sulle reti sociali e si apprestava a tornare in Thailandia.

Inquirenti friburghesi hanno interrogato diversi adolescenti coinvolti in Thailandia. Sette sono stati rintracciati, mentre tre dovrebbero comparire in tribunale come accusatori privati, riporta il quotidiano "Blick". Il 73enne ha ammesso solamente di essere l'autore delle migliaia di foto incriminate, negando tutto il resto. Il suo difensore d'ufficio David Aïoutz chiede che il processo venga annullato, in nome del principio secondo il quale non si può essere perseguiti e puniti penalmente per un reato per il quale si è già stati scagionati. Prima di cominciare i dibattimenti domani, la corte dovrà pronunciarsi sulla questione.

L'avvocato sostiene che vittime, fatti, periodo e modus operandi sono gli stessi del processo thailandese, mentre la procuratrice smentisce questa tesi, argomentando che il materiale raccolto dalla procura friburghese è nettamente più sostanzioso. Yvonne Gendre ha evidenziato ad esempio che ora, grazie al lavoro del Centro d'investigazione digitale e di criptologia di Neuchâtel, è stato possibile sbloccare l'accesso a più di 2500 foto criptate e salvate sui dispositivi dell'imputato.

Stando al difensore, citato dal "Blick", 26 persone nello Stato asiatico hanno ammesso in un atto notarile di aver ricevuto denaro dalle autorità locali per effettuare dichiarazioni contro il suo cliente. La somma versata ammonterebbe a 6000 franchi ciascuno, l'equivalente di quattro salari annuali.

1 anno fa Svizzero abusa di 80 bambini in Thailandia
Commenti
 
lo spiaggiato 3 mesi fa su tio
Mah, già giudicato innocente nel paese dove avrebbe commesso il presunto crimine adesso viene riprocessato in Svissera?... Sicuramente la pedofilia è un crimine orrendo ma questo non giustifica procedere all'infinito contro chi è stato giudicato innocente... altrimenti a che servono i processi?...
aquila bianca 3 mesi fa su tio
@lo spiaggiato Rileggilo tu l'articolo stavolta..... ;-PP ...... hahaha.... hihihihi.....
lo spiaggiato 3 mesi fa su tio
@aquila bianca Aha aha aha , questa è bella... :-))))
gp46 3 mesi fa su tio
Condannato nel 1980 e 1991 (quindi recidivo) per sesso con minori, in Svizzera. Assolto ( praticamente per insufficienza di prove) in Thailandia. Quindi, caro il signor avvocato d'ufficio, puo' tranquillamente essere accusato in Svizzera per i reati contestati, e se lei ha un minimo di buon senso, rinuncia alla difesa e lo fa condannare. Sarebbe auspicabile, ma purtroppo utopico, fargli trascorrere il resto dei suoi sporchi giorni in un carcere thailandese, in maniera che tale "resto" non si allunghi piu' di tanto e che venga trattato come merita, prima che venga scritta la parola fine alla sua inutile esistenza...
aquila bianca 3 mesi fa su tio
@gp46 Caro gp46* Mi sa che il soggetto é uno pieno di palanche, anche se il difensore ha dichiarato che 26 persone sono state pagate per farlo condannare, probabilmente lui ha pagato le persone "giuste" per farsi assolvere..... ;-((( Può ritenersi super fortunato che il caso sia discusso da noi, ed é un vero peccato che non sia finito in un carcere tailandese, gli avrebbero restituito i "favori", con gli interessi a vita !! Io lo appenderei per gli zebedei..... finché seccano !! Esseri schifosi, inutili e dannosi.... ;-((((( Buona giornata gp46 ;-**
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Ultimo aggiornamento: 2018-05-21 05:04:02 | 91.208.130.87