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BERNA
17.09.2017 - 13:050
Aggiornamento : 17:31

Due no al Canton Giura

Gli abitanti di Belprahon e di Sorvilier hanno deciso di restare fedeli al Canton Berna

BERNA - I villaggi di Belprahon e Sorvilier non seguiranno Moutier nel canton Giura. Dopo una campagna senza tensioni, i due comuni hanno deciso oggi di restare nel canton Berna.

Il risultato più tirato è scaturito dalle urne a Belprahon, dove gli abitanti hanno preferito lo status quo con 121 voti a 114. La partecipazione è stata del 98%, pari a 237 dei 242 aventi diritto di voto. È stata contata una scheda bianca e una nulla.

Si tratta di una sorpresa, dato che il comune è considerato quasi come un quartiere di Moutier. Gli abitanti hanno ritenuto di poter conservare lo stretto legame con la vicina cittadina pur restando nel canton Berna. La maggioranza ha seguito le argomentazioni dell'esecutivo bernese, che li aveva invitati a scegliere la stabilità.

A Sorvilier il risultato è stato più netto: 121 voti a 62, tre schede bianche e una nulla. In questo caso non siamo di fronte a una vera e propria sorpresa, dato che il cambiamento di cantone avrebbe generato una piccola enclave in terra bernese.

L'esito della votazione è stato accolto con manifestazioni di gioia e al suono di clacson per le vie del villaggio, ha constatato un giornalista dell'ats sul posto. Il governo giurassiano aveva tentato di rassicurare gli abitanti che temevano problemi amministrativi e politici in caso di cambiamento, sostenendo che le enclave costituiscono una realtà svizzera e funzionano in modo soddisfacente.

Come nel caso della votazione di Moutier, il governo bernese aveva previsto una serie di misure per garantire uno svolgimento ineccepibile della votazione. L'Ufficio federale di giustizia (UFG) aveva da parte sua inviato tre osservatori a Belprahon e due a Sorvilier.

Al momento di votare, gli abitanti dei due villaggi non sapevano se il voto di Moutier sarà definitivamente convalidato. La prefettura del Giura bernese deve infatti ancora esprimersi in merito a 12 ricorsi.

Il comitato dei favorevoli al cambio di cantone per il comune di Belprahon ha per altro annunciato un reclamo che farà leva proprio sull'incognita relativa alla sorte di Moutier. Sei cittadini di Sorvilier hanno da parte loro presentato un ricorso contro il messaggio del Municipio.

Le reazioni - Reazioni di segno opposto dai governi cantonali del Giura e di Berna al rifiuto dei due Comuni bernesi di Belprahon e Sorvilier di scegliere un destino giurassiano. I due Consigli di Stato sono però d'accordo su un punto: sul piano politico la questione giurassiana è ormai risolta. Non la pensano così gli autonomisti giurassiani.

In una conferenza stampa a Courtelary, sede della prefettura del Consiglio di Stato nel Giura bernese, il presidente del governo Bernhard Pulver (Verdi) ha manifestato soddisfazione per l'esito delle due consultazioni comunali. Ora che la «democrazia ha parlato» bisogna concentrarsi sullo sviluppo della regione.

Gli abitanti di Belprahon e di Sorvilier meritano di voltare la pagina delle opposizioni e di cogliere le opportunità che si presentano.

Davanti ai media a Delémont, capoluogo del Canton Giura, la presidente del Consiglio di Stato, Nathalie Barthoulot (PS) ha invece deplorato il risultato delle votazioni - ma assicurato di rispettarlo - per il clima «deleterio» della campagna. La responsabile del Dipartimento cantonale dell'interno ha fatto riferimento ai ricorsi contro il voto di Moutier, che il 18 giugno ha optato per il passaggio dal canton Berna al Giura con il 51,72% dei voti (sono 137 i suffragi che avevano fatto la differenza).

Le autorità giurassiane ora si concentreranno sul trasferimento della cittadina: «È una sfida unica, poiché mai nella storia svizzera un Comune di 8000 abitanti aveva finora cambiato Cantone».

Contrariamente all'opinione delle autorità di Berna e Delémont, per il Movimento autonomista giurassiano (MAJ) la questione politica e istituzionale non è affatto regolata. «Non è detta l'ultima parola», ha dichiarato il segretario generale del MAJ a Moutier davanti a 150 militanti e a quattro dei cinque consiglieri di Stato giurassiani che vi si sono recati per condividere la delusione degli autonomisti.

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