BERNA
11.05.2015 - 06:170
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Ottanta pecore rare sostituiscono i tosaerba delle Ffs

Un gregge di ovini è stato “assunto” dalle Ffs. Sono più sensibili delle macchine quando curano i prati e sono a rischio di estinzione.

BERNA - Con oltre 30 000 dipendenti, le Ffs sono uno dei maggiori datori di lavoro della Svizzera. Da qualche tempo, però, non tutti appartengono alla razza umana: le Ffs hanno “assunto” 80 pecore. Il loro compito è quello di tenere sotto controllo il manto erboso in prossimità dei binari. Un impegno mica da poco, basti pensare che stiamo parlando di una superficie pari a quella di 3 800 campi da calcio.

Prima lo facevano le macchine - Fino a poco fa questo lavoro era meccanizzato, ma il gregge ha già mostrato di riservare numerosi vantaggi. Ce li spiega Christian Fluri, il pastore che si occupa degli animali delle Ffs, ci spiega: «A differenza delle macchine, riescono a non danneggiare le forme di vita che occupano quell’ambiente, come uccelli e farfalle che nidificano a terra o le cavallette. Inoltre risolvono definitivamente il problema delle piante rampicanti». Il rispetto dell’ambiente è una delle chiavi che ha spinto l’azienda a questa scelta. Come chiarisce Jan-Hendrik Völker-Albert, direttore Marketing e Sostenibilità delle Ffs: «Il fatto che, grazie alle pecore, lungo le tratte delle Ffs molti animali e piante possano vivere e priosperare, ci rende molto felici ed è anche nell’interesse dei nostri clienti».

Una razza in pericolo - C’è di più: le pecore scelte dalle Ffs sono delle Skudde, una razza in via d’estinzione che, in questo modo, può essere un po’ più tutelata e protetta. E, niente paura, il lavoro non è pericoloso: i ripari fonici o delle recinzioni le tengono lontane quanto basta dai binari e il rumore dei treni non le spaventa. Völker-Albert ha già fatto personalmente visita alla mandria, rimanendone impressionato: «Il loro spirito di squadra è esemplare. È fantastico che le Ffs possano annoverarle tra i propri collaborari». 

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