Pestaggio in Germania, docenti e direttori: 'Vogliamo saperne di più sugli allievi'

Dopo la sorpresa per i fatti avvenuti a Monaco i docenti e i direttori degli istituti scolastici zurighesi alzano la voce e chiedono d'essere informati nel caso vi fossero allievi violenti.
Dopo la sorpresa per i fatti avvenuti a Monaco i docenti e i direttori degli istituti scolastici zurighesi alzano la voce e chiedono d'essere informati nel caso vi fossero allievi violenti.
ZURIGO - Direttori delle scuole e docenti del canton Zurigo vogliono essere meglio informati sui precedenti penali dei loro allievi, dopo la vicenda del pestaggio a Monaco di Baviera di cui si sono resi protagonisti il 30 giugno scorso tre 16enni della scuola di avviamento professionale di Küsnacht (ZH) in gita scolastica. Tutti e tre, attualmente in detenzione preventiva in Germania con l'accusa di tentato assassinio, avevano infatti già avuto noie con la giustizia per vari reati, anche violenti.
Conoscere i comportamenti problematici al di fuori dell'ambito scolastico è indispensabile per prevenire gli atti di violenza, afferma l'Associazione dei direttori di scuola zurighesi (VSLZH) in una presa di posizione diramata ieri. A suo avviso è incomprensibile che la polizia, la magistratura dei minorenni e le autorità di tutela non trasmettano queste informazioni alle scuole "in modo spontaneo e non burocratico". La VSLZH rammenta che i direttori e i docenti sono tenuti alla confidenzialità; una buona collaborazione fra le diverse strutture è nell'interesse di tutti gli allievi.
L'associazione rileva di aver chiesto più volte che le scuole siano meglio informate sui comportamenti devianti dei ragazzi al di fuori delle lezioni. Essa sostiene quindi con favore le dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla presidente del governo cantonale zurighese Regine Aeppli. La consigliera di Stato socialista, riferendosi al pestaggio in Germania, ha ribadito l'importanza per le direzioni scolastiche di essere al corrente di eventuali reati violenti commessi dagli allievi e ha auspicato una regolamentazione in tal senso a livello nazionale.
L'Associazione dei docenti zurighesi (ZLV) condivide questa analisi: la mancanza di informazione rende più difficile il lavoro di prevenzione e la gestione dei rischi. Occorre dunque trovare al più presto una soluzione, nel rispetto della protezione dei dati.
Queste rivendicazioni sono sostenute anche da Anton Strittmatter, responsabile pedagogico all'associazione nazionale Docenti svizzeri (DCH), che in una intervista alla "Zentralschweiz am Sonntag" auspica per il corpo insegnante lo stesso status di cui godono psicologi, medici e autorità giudiziarie. Strittmatter deplora che gli argomenti dei docenti non siano stati considerati quando si è riveduto il diritto penale minorile. E rileva che molti docenti rinunciano ormai a organizzare escursioni con i loro allievi, da un canto per questioni di responsabilità civile in caso di incidenti, dall'altro perché i giovani ingestibili sono sempre più numerosi.
Di tutt'altro parere invece Dieter Hebeisen, presidente della Società svizzera di diritto penale minorile, intervistato dalla radio svizzerotedesca DRS. Il giurista teme una caccia alle streghe se i direttori e i maestri vengono a sapere i trascorsi penali degli allievi. A suo avviso, l'informazione dev'essere chiaramente delimitata nell'interesse di tutte le parti.
La sera del 30 giugno i tre 16enni in gita scolastica a Monaco - due svizzeri e uno sloveno - dopo aver consumato alcol in abbondanza hanno picchiato per puro divertimento dapprima uno studente bulgaro, poi tre barboni e infine un 46enne manager, membro della direzione della una società assicurativa, procurandogli fratture multiple alla testa.
Solo dopo il pestaggio in Germania si è saputo che avevano già avuto noie con la giustizia in Svizzera: uno per furto e violazione di domicilio, un altro per lesioni personali, il terzo per tentata rapina e aggressione. Gli adolescenti erano stati condannati a pene comprese tra 9 giorni e 4 settimane di lavori di interesse pubblico. Uno dei tre aveva anche dovuto seguire lo scorso settembre una terapia per giovani delinquenti.
ats
Foto apertura: Keystone Alessndro Della Bella






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