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ENERGY CHALLENGE
08.10.2018 - 14:010
Aggiornamento 20:41

Cerno e il compostaggio fatto in casa

L’anima dei Vad Vuc ci ha parlato del suo rapporto con il risparmio energetico

 

Per chi ancora non lo conoscesse, Michele “Cerno” Carobbio è l’anima, la voce, la chitarra e il mandolino dei The Vad Vuc, gruppo venuto alla luce allo scoccare del nuovo Millennio a Coldrerio e già da tempo realtà consolidata della scena musicale elvetica.

Con i suoi compagni di viaggio, in diciotto anni di attività, ha inciso sette album (cinque in studio, due dal vivo), due ep, lavorato a tre colonne sonore e collaborato con numerosi amici e colleghi, come Steve Wickham (dei Waterboys), Simone Cristicchi e Marino Severini (The Gang).

Ma questa volta non abbiamo intervistato Cerno dal punto di vista musicale, ma abbiamo voluto approfondire il suo rapporto con  il risparmio energetico.

Prima di tutto come stai e cosa stai facendo in questo ultimo periodo?

Sto bene, con i Vad Vuc stiamo per partire con il Trans Roonkaya Express, che il 13 ottobre partirà da Chiasso in direzione di Airolo, e tutto il ricavato andrà all’Associazione Alessia.

Qual è il tuo rapporto con il risparmio energetico?

Sono attento alle piccole cose, come le lucine o spie. Ad esempio accendo la macchina del caffè solo quando la utilizzo, e poi la spengo del tutto.

So che ti piace cucinare (e mangiare). Applichi il concetto del risparmio energetico anche in cucina?

Ho un orto, e penso sia una delle cose più belle e buone che puoi fare: mangi ciò che cresce sulla tua terra. È anche qualcosa che va al di là del semplice mangiare, è emozionante vedere che il semino che hai piantato diventa prezzemolo, pomodori, ... Senza dimenticare il gusto dei prodotti che crescono nell’orto, che è davvero buono. E non ci sono sprechi: quel che cresce lo mangi. E cucinare con questi prodotti è ancora più soddisfacente, è tutto a chilometro zero. Ultimamente ho fatto un risotto coi lamponi che era uno spettacolo.

E anche quando compro la frutta e la verdura, cerco sempre prodotti di stagione, ma soprattutto locali. E lo faccio per varie ragioni, soprattutto per diminuire i trasporti e di conseguenza anche l’inquinamento, e sostenere l’agricoltura locale.

Spulciando Instagram ho visto che hai anche un compostaggio…

L’ho fatto io! Mi sono informato, ho messo insieme tre palette e il gioco era fatto. Ora pian piano si sta formando la terra e l’anno prossimo posso ingrassare l’orto. È tutto un ciclo, e si riducono al minimo gli sprechi.

Tanti scarti che prima buttavi nella spazzatura, come il torsolo della mela o la buccia della carota, ora li butto nel compostaggio. Così si risparmia due volte, e l’orto è contento.

 
 
 
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Compostaggio under construction. Se rinasco non faccio il designer. Faccio l’agricoltore. Giuro. ?

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Che consigli vuoi dare ai tuoi fan?

È un peccato vedere quanta energia si butta via per nulla. Ad esempio c’è chi tiene acceso il condizionatore tutta la notte.

Basta davvero poco: è sufficiente togliere la presa, spegnere una lucina, ... Se tutti facciamo poco, alla fine diventa tanto.

 

Energy Challenge 2018

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