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UN DISCO PER L'ESTATE
17.07.2019 - 07:010
Aggiornamento : 23.07.2019 - 08:43

Lo Chief e la sua seconda vita in Leventina

Prima scelta assoluta nel draft del 1977, Dale McCourt sbarca ad Ambrì nella stagione 1984/85. Oltreoceano aveva perso la gioia di giocare ad hockey, con i colori biancoblù la ritroverà

AMBRÌ - La sua maglia è là, sotto le volte della Valascia. Il suo numero 15 è stato il primo ad essere ritirato dal club. Un riconoscimento non da poco per un giocatore abituato a primeggiare. Non per nulla il suo soprannome è “The Chief”. Non per nulla nel 1977 è stato draftato come prima scelta assoluta dai prestigiosi Detroit Red Wings. In NHL la sua stella brilla fin da subito. 72 punti a soli 20 anni la prima stagione. 71 la seconda. Alla terza è già il capitano della storica formazione del Michigan. Tra i Grandi Laghi, nella penisola inferiore dello Stato, Dale si sente a casa. D’altronde il suo Ontario non è lontano. Ma dopo un idillio durato cinque anni, qualcosa tra McCourt ed i Red Wings si rompe. Irrimediabilmente.

I vertici della franchigia decidono infatti di scambiarlo. Di cederlo ai Los Angeles Kings. Ma la scelta non va giù a McCourt, che punta i piedi e rifiuta il trasferimento nell’assolata (e lontana) California. Tra lui e Detroit scoppia la guerra. Dale decide di portare i suoi datori di lavoro in Tribunale. Vince davanti alla legge. Ma perde la gioia di giocare ad hockey. Ormai solo contro tutti abbandona i Red Wings. Prima passa ai Buffalo Sabres, poi firma per i Toronto Maple Leafs. Ma neppure il ritorno nel suo Canada gli restituiscono la passione. La delusione prende il sopravvento. La carriera del Chief a soli 27 anni sembra essere inesorabilmente finita.

Ma quando il buio sembra prendere il sopravvento, ecco apparire un’ancora di salvezza. Un agente propone a McCourt l’avventura elvetica. Ad Ambrì. Un paesino di montagna che assomiglia incredibilmente a Falconbridge, la cittadina dell’Ontario dove nacque nel 1957. Lo Chief decide di rimettersi in gioco. Decide di tentare l’avventura europea. Di ripartire dalla Serie B svizzera. Di iniziare la sua seconda vita. La sua prima stagione, quella del 1984/85, coincide subito con la promozione in A del club leventinese, alla quale il canadese contribuisce con 33 reti. Ma è nell’annata successiva che esplode il vero amore tra McCourt e il popolo biancoblù. Nella prima in A The Chief piazza 42 gol in 32 partite. Diventa lo spauracchio dei portieri avversari e l’idolo della Valle. I tifosi lo incitano con il coro “Dai McCourt, McCourt, McCourt, tira la bomba, tira la bomba” che per otto stagioni risuonerà a tutta pista. Lui li ripaga con 308 punti (178 reti) in 208 match. Nel 1992 chiude la propria (seconda) carriera lasciando un pezzo di cuore sotto le volte della Valascia. Là dove è stata messa la sua maglia numero 15.

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Commenti
 
Arminda Armi 1 mese fa su fb
Gran combattente, ottima tecnica ,lottatore sino alla fine . Omaggio alla serietà , Chapeau da (una tifosa bianconera) 🏒🥅🏒❤️.
enjoy_the_summer 1 mese fa su tio
il leggendario chief, don red laurence...ecc..ecc.. ambiente da paura, che tempi!!
Karin Botticchio 1 mese fa su fb
Clayton Mccourt 😉
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