Keystone (foto d'archivio)
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UN DISCO PER L'ESTATE
12.07.2019 - 10:000
Aggiornamento : 15.07.2019 - 22:40

Bozon fenomenale (quasi) ovunque

In Svizzera l'attaccante francese ha vestito le maglie di La Chaux-de-Fonds, Losanna, Lugano e Ginevra

GINEVRA - Philippe Bozon? Semplicemente uno dei più grandi giocatori francesi della storia. Uno di quelli capaci di fare la differenza in patria come anche in campionati ben più competitivi. In Germania per esempio, dove completò tre annate molto, molto positive (condite da tre titoli) con l'Adler Mannheim. Ma anche in Nord America dove, primo galletto a riuscirci, pattinò sul ghiaccio della NHL vestendo la maglia dei St.Louis Blues.

L'attaccante classe 1966 ha però soprattutto lasciato il segno dalle nostre parti dove, tra La Chaux-de-Fonds, Losanna, Lugano e Ginevra, è sempre riuscito a farsi amare. In Ticino è stato più che prolifico, mettendo insieme 112 punti in 107 presenze. Gli ottimi numeri individuali sono però coincisi con due gigantesche delusioni a livello di squadra: sia nel 1999-2000 che l'anno seguente, dopo aver vinto la regular season, i bianconeri chiusero infatti i playoff con una sconfitta in finale contro lo Zurigo. Nella Svizzera romanda Philippe ha invece sfiorato la perfezione. E lo ha fatto da superstar di LNB, come anche da uomo simbolo in LNA. La maglia che con maggior convinzione si è cucito addosso è stata quella del Ginevra. Diventato un Aquila per volere di Chris McSorley - che con lui firmò uno dei suoi primi storici colpi a effetto - nella città di Calvino l'attaccante francese fece da trascinatore, esempio, chioccia e fenomeno. Tutto insieme per un quinquennio che si aprì con la promozione nella massima categoria (34 gol e 46 assist in 53 partite) e continuò con altre quattro stagioni intensissime. Nell'ultima di queste il mito di Bozon raggiunse l'apice. Già appesi i pattini al chiodo per sedere a tempo pieno sulla panchina dell'U15 granata, l'allora 39enne fu richiamato in fretta e furia per dare una mano a un gruppo in grave crisi e costretto a lottare per non retrocedere. Ci furono così nove partite di regular season (con due reti) e sei, combattutissime, di playout, nelle quali il “nostro” mise insieme cinque punti (due gol). Guizzi buoni per permettere al Ginevra di salvarsi senza patemi.

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